Uva di Canetto


L'
Uvetta di Caneto tiene il secondo rango tra i vitigni dell'Oltrepò Pavese, e forse meriterebbe di esser posta nel primo. Meno celebre del Pignolo, e di una coltivazione meno estesa non ispiega una vegetazione egualmente vigorosa, nè tanta fecondità, ma è più precoce, matura meglio, e il suo vino, naturalmente più gentile, si presta maggiormente a fare dei vini liquori.
I suoi grappoli somigliano a quelli dei
Colorini toscani. Sono piccioli, oblonghi, più sovente spargoli, ad acini un poco ovali, minuti, coloriti di un nero opaco, e chiudenti una polpa sugosa che ha più zucchero di quella del Pignolo, e della Spana. Io credo si possa contare per uno dei migliori vitigni d'Italia. [...]

L'illustrazione è tratta dall'esemplare conservato presso l'Ist. Marsano (Genova), vol. IV: la tavola originale è intitolata Uva di Canetto (pagina 135) e precede l'articolo intitolato Uvetta di Caneto (pagine 136-137).