UVA ROSSANA
o BIANCA
DI NIZZA
Vitis vinifera niceænsis, racemis
oblongis exilibus, acinis parvis ex-rubro-albicantibus, cito maturescentibus,
succo dulci suavissimo. Vulgo. Uva Rossana. Bianca di Nizza. Belletto
bianco.
La Rossana è un’uva bianca che abbonda nei
contorni di Belletto, e che concorre colla Fuella, colla Trinchera
e col Negrau a fare il vino famoso dei Colli Nizzesi.
I suoi grappoli ordinariamente oblunghi e sottili sono qualche volta grossi ed alati. Gli acini sempre minuti, tondeggiati e di un bianco velato di rosso, contengono una polpa saporita che si scioglie in un mosto dolce il quale diventa amabile colla fermentazione, e modera la forza delle uve nere colle quali è mischiata.
È un’uva che si
confonde facilmente con il Trebbiano e che ha della somiglianza coll’Albarola
delle Cinque Terre, coll’Erbalus del Piemonte, e un poco col Rossese
dei Genovesi. Si distingue dal primo perchè il bianco dei suoi acini è sempre
velato di rossiccio; dalla seconda perchè ha i grappoli meno serrati e gli
acini un poco minuti; dalla terza perchè è più rosseggiante, e ha i grappoli
più sottili e più lunghi; e dall’ultima perchè non è così spargola, e ha i
grappoli molto più grandi.
Tutte queste
differenze però sono difficili a precisarsi in una descrizione. Esse colpiscono
l’occhio come le fisonomie negli uomini, ma si confondono in modo l’una
nell’altra che la lingua non riesce a determinarle: si riconoscono pure nelle
foglie e nei tralci, ma presentano anche in questi le medesime difficoltà.
Il carattere il più
facile a fissare è quello della precocità, e in questo la Rossana supera
tutti i vitigni citati. Essa sorpassa lo stesso Vermentino che io trovo
il primo a colorirsi fra le uve bianche. La fecondità è un’altra delle sue
prerogative, e in questa rivaleggia col Trebbiano e coll’Albarola
che sono fecondissime; ma come farne il confronto nella complicazione delle
tante cause che concorrono a determinare questa qualità?
La natura del vino è
anche un carattere che si può determinare con facilità, e che è il più
importante: ma per stabilire delle comparazioni esatte vi vorrebbero delle
esperienze precise, e queste non sono ancora state instituite. Ciò che si può
dire si è che il suo vino tende all’amabile, e che perciò ha dell’analogia con
quello del Trebbiano, dell’Albarola e dell’Erbalus, e si
distacca da quello del Rossese che è frizzante e spiritoso, e da quello
del Vermentino che è vigoroso e secco.
Qualunque sieno
queste differenze la Rossana sarà sempre uno dei migliori vitigni
d’Italia, e merita uno dei primi posti nei vigneti dei dilettanti.
Il disegno è lavoro
dell’insigne Del Pino. L’originale è stato colto nelle mie vigne di Finale, ma
la pianta che lo ha prodotto è venuta da Nizza, ed è figlia di vite vivente nei
colli di Belletto.
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testo
trascritto da Maddalena Guidi (Finale Ligure, Savona)