PESCO
COTOGNO DURACINO PRIMATICCIO
A. Persica, fructu pubescente, pulpa
flava, nucleo adherente, præcoci; epicarpo lutescente, maculaque rubea velato;
sarcocarpo carnoso, firmo sapidissimo, gratissime odorato. Vulgo, Cotogna
Duracina Primaticcia.
Cotogna
Sant’Jacopa. Quadri della R. V. di Cast. n. 9.
Sant’Jacopa.
Mich. Manusc. n. 34.
Persico
di San Giovanni. Porta, Pomar. p. 172.
La Pesca Cotogna duracina offre
molte varietà che portano tutte i due caratteri proprj a questa classe di
pesche, cioè il color giallo della polpa e la sua aderenza al nocciolo, ma che
si distinguono fra di loro mediante alcune modificazioni secondarie che le
dividono in più razze diverse.
Il Cotogno
primaticcio si presenta il primo, e si distingue specialmente per la sua
precocità.
I suoi fiori hanno i
petali corti e di un color carnicino.
I suoi frutti, di
una grossezza ordinariamente mezzana, non acquistano mai il volume delle Cotogne
agostane, ma se sono in buon terreno e diradati, non lasciano di venir
molto belli.
La loro forma è
tondeggiante e regolare, e la sutura che gli taglia da un lato è così poco
sensibile che quasi non si distingue.
La buccia non è
liscia, ma fa distinguere appena la lanugine leggierissima che la vela: essa è
coperta di un bel giallo chiaro, sfumato dalla parte del Sole di un rosso
leggiero, che si carica un poco nella maturità.
La polpa, ch’è
moltissimo aderente al nocciolo, è compatta e carnosa, ma fina e saporitissima:
essa non si scioglie in bocca come nelle Cotogne agostane e nelle Duracine
bianche, ma non è senza sugo; e questo ha un sapore rilevato, e un aroma
che la rende preziosa.
Nei paesi di una
temperatura media, questa Pesca matura sulla fine di luglio, e perciò si chiama
Sant’Jacopa: essa si vede anche prima nei paesi più caldi, e il Porta
dice che a Napoli si mangia sulla fine di giugno, circostanza che le ha fatto
dare in quel paese il nome di Persico di S. Giovanni.
È vero che è
prevenuta dalla Nocciolina bianca, la quale matura in giugno, e che io
ho mangiata sovente prima della San Giovanni: ma questa è una pesca poco
conosciuta e riguardata come un frutto di capriccio coltivato per curiosità
piuttosto che pel suo merito: quindi la Cotogna Duracina è considerata da per
tutto come la prima a comparire.
Le sole pesche che
si vedano nel tempo della Cotogna Duracina, sono le due Maddalene,
ossia la Spiccagnola bianca e la Spiccagnola gialla precoci: ma
in parità di circostanze io ho sempre veduto la Duracina gialla maturare
anche prima di quelle.
Oltre al merito
della precocità, la Cotogna Duracina ha il vantaggio di resistere ad un
lungo trasporto senza guastarsi, e di finire la sua maturazione nei cesti;
cosicchè non solo non perde del suo gusto nel viaggio, ma ne sviluppa anzi
qualche poco.
Bisogna però
convenire che questa maturità artificiale è molto imperfetta, e che le pesche
del commercio hanno spesso bisogno della qualità di precoci per essere graditi
dai palati gentili.
Egli è in grazia
dell’abuso di coglierle acerbe per renderle suscettibili di un trasporto un po’
lungo che queste pesche non sono pregiate quanto lo meritano: coloro però che
le raccolgono nei proprj poderi, e che le lasciano venire sulla pianta alla
loro piena maturità convengono che queste pesche, senza mancare di sugo nè di
delicatezza, possedono un sapore che poche possono eguagliare, e hanno un aroma
che non si trova in alcun’altra.
La Duracina
Cotogna è conosciuta da tutti i pomologi, ma la varietà precoce non si
coltiva che ne’ paesi meridionali e sembra che non riesca bene che in essi: io
non l’ho mai veduta a Parigi, e la credo rara in Piemonte ed in Lombardia: l’ho
trovata abbondantissima e squisita in Valenza, in Malaga, ed in Cadice, e ne ho
mangiate delle buone anche in Provenza; ma in nessun luogo l’ho veduta in tanta
abbondanza e di tanta perfezione come nel Genovesato e specialmente in Savona.
Duhamel non ne
descrive alcuna che si possa rapportare esattamente alla Cotogna precoce:
L’admirable jaune N. 36. e la Pavie jaune n. 31. che dice portate
a Parigi dalla Provenza, sono certo della specie delle Cotogne duracine,
ma non sono precoci, e non hanno le proprietà della nostra. Io trovo il
medesimo vuoto nelle Pomone inglesi e nelle Tedesche, e dubito perciò che
questa varietà sia poco conosciuta in quei climi: forse essa non vi gode della
riputazione che ha fra di noi attesa la difficoltà della sua riescita: ma
questa difficoltà non può aver luogo nello Stato Veneto e nella Toscana dove
dovrebbe riescire a perfezione e dove merita di essere più conosciuta.
La Duracina precoce
riesce raramente di seme: bisogna perciò moltiplicarla coll’innesto: la sua
pianta non dura molto, ma produce assai o quasi costantemente, sicchè per
conservarla e per averne dei frutti scelti è necessario diradarli poco dopo la
loro allegagione: questa fecondità diminuisce per lo più in proporzione che
l’albero invecchia; ma qualche volta invece essa si manifesta
straordinariamente nelle piante di una certa età, e allora è foriera di una
morte vicina. Il diradamento in questo caso può evitarne la perdita immediata,
ma è raro che la ritardi per molti anni.
Questa varietà ama,
come gli altri Peschi, un terreno grasso ed umido; ma vuole nel medesimo tempo
un’esposizione calda ed aprica, e non è che in questa che sviluppa il suo
sapore e il profumo che la distingue.
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testo
trascritto da Marisa Bordi (Ne-Valgraveglia, Genova)