o PESCA
REALE
Persica julodermis flore brevipetalo,
fructu magno serotino, epicarpo e viridi-albescente maculisque rubeis
flagellato; sarcocarpo liposteo, albo, prope endocarpum rubente, pulpa grate
acidula, buthirrosa, suavissima. Vulgo, Pesca Spiccacciola Bianca Serotina o
Pesca Reale.
La
Spiccacciola Bianca Serotina è una delle pesche più distinte per la
grossezza, eguagliando sovente la Poppa di Venere, e non cedendo che
alle Biancone di Verona, e alle Giallone. Il ramo e la foglia non
si distinguono da quelli degli altri peschi: il fiore è brevi-petalo, e la
corolla è tinta di un rosso assai chiaro. Il frutto è tondo, coperto di una
buccia biancognola, screziata da una quantità di fiocchetti rossi che si
addensano in una macchia nel mezzo, e che si schiariscono e muoiono nel bianco
che resta dalla parte dell’ombra. La polpa è bianca, ma si colora di rosso
sanguigno presso il nocciolo, e si spicca all’aprirsi, lasciando spesso dei
filetti ineguali nelle incavature brune che la rugano.
È morbida, sugosa e
gentile; e sebbene non manchi dell’acidulo proprio a tutte le pesche bianche, è
pure gratissimo, perechè è così leggiero, che non serve che a rilevarne il
sapore. La sua bontà, siccome la sua bellezza, dipendono molto dall’età della
pianta e dalla coltura che riceve. Gli alberi giovani producono sempre dei
frutti meno grossi di quelli degli alberi vecchi; e, se ne portano molti,
riescono anche insipidi. È questo il sistema generale dei Peschi, ma lo è più
particolarmente dei Peschi a frutto bianco spiccacciolo, e fra questi più
d’ogni altro del Pesco Reale. Bisogna quindi coltivarlo con cura in buon
terreno e in buona esposizione, e diradarlo molto dopo l’allegagione per avere
delle pesche buone e di un volume distinto; e bisogna aver la sofferenza di
aspettare che la pianta sia vecchia per averne delle grossissime.
La Pesca Reale
è una delle pesche coltivate a Montreuil, e vi riesce eccellente: tutti i
Pomologi la descrivono, e tutti la vantano molto: è di fatto una delle varietà
che riescono meglio nei paesi settentrionali, ma in essi esige la spalliera
perché è tardiva. Nell’Italia meridionale, ove ama l’aria aperta, matura sul
principio di settembre. Io ne possedo molte piante provenienti dalle prime che
ho avute dalle pepiniere di Chambery, e dai vivaj di Firenze; e, l’esemplare
rappresentato nella Tavola unita a quest’articolo, è stato colto nella mia
villa. Esso pesava undici once, ma ne ho avuti de’ molto più grossi.
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testo
trascritto da Piero Belletti (Torino)