PESCO-NOCE SPICCAGNOLO GIALLO
a BUCCIA PAONAZZA.
A. Persica, fructu glabro, pulpa
flava, nucleo non adherente; epicarpo lucido, lutescente, maculisque violaceis
velato, pulpæ tenacissimo; sarcocarpo flavo, butyroso, sapidissimo, suavi odore
donato. Vulgo, Noce-Pesca spiccagnola gialla a buccia paonazza.
La Pesca-noce spiccagnola a polpa gialla
e buccia paonazza è una delle varietà che si accostano alla Vaga-Loggia
Toscana, ossia alla Noce spiccagnola gialla, e non ne diversifica
alla vista che nel color della buccia, il quale nella Vaga-Loggia è di
una giallo puro qualche volta sfumato di rosso, e che in questa è coperto di un
violaceo leggiero che la somiglia un poco alla Pesca-Noce violetta,
ossia alla Noce spiccagnola bianca.
Il suo albero non si
distingue punto da quello delle altre varietà: la sua foglia è affatto la
medesima, e il fiore ha i petali corti, e coloriti di un carnicino carico come
negli altri Noci-Peschi a polpa gialla.
Il frutto è il solo
che costituisca la differenza di questa razza. Quando è acerbo non si distingue
quasi dalle altre pesche di questa specie; e il Lettore vedrà nella figura che
abbiamo unita nella tavola a quella del frutto maturo, che nello stato di
acerbità, egli somiglia molto al frutto del Noce (Nux juglans. Lin.
1446.) e troverà in ciò la ragione del nome che si è dato in Italia alle Pesche
di buccia liscia.
Ma, in proporzione
che si accosta alla maturità, egli si distacca dalle Noci colle quali
non ha alcuna analogia, e sviluppa i caratteri che lo mettono nella classe dei Peschi,
conservando solo il liscio proprio alla sua buccia, diversificato però da
quello della Noce, mediante i colori di cui si cuopre.
Il verde vivo, che
distingueva questa parte esteriore del frutto, si tinge a poco a poco di
giallo, e dalla parte del Sole si cuopre, a macchie, di un rosso paonazzo, che
si distende e si addensa in proporzione che avanza in maturità e che forma,
colla trasparenza del giallo, una specie di marmorato assai grazioso.
La
polpa è gialla, di un tessuto gentile e butirroso, ma più consistente di quello
delle Spiccagnole pubescenti e più abbondante di sugo, e il suo sapore è
rilevato da un leggiero acidetto, e da un principio di arroma assai grato, il
quale però non eguaglia quello delle Vaghe-Loggie: essa non è aderente
al nocciolo, il quale è grosso, colorito di un giallo somigliante a quello
della polpa, ma più bruno, e che nell’aprirsi del frutto si distacca e resta
nudo ed asciutto.
Questa
Noce-Pesca matura in Agosto, ed è uno dei buoni frutti della stagione. È
inferiore certo alla Spiccagnola gialla, o Vaga-Loggia, ma è più
gustosa della Pesca Violetta e di tutte le altre Noci-Pesche
Spiccagnole a polpa bianca.
È
difficile il poter determinare quale delle Pesche-Noci descritte dai
Pomologi oltramontani corrisponda a questa, poichè le loro descrizioni non sono
abbastanza precise per stabilirne il confronto con sicurezza. Dal loro contesto
però si può congetturare che se non è conosciuta fra loro vi è però rarissima,
giacchè le Violettes dei Francesi e le Nectarines degl’Inglesi,
quali si trovano nelle descrizioni dei loro Pomologi, sembrano quasi tutte a
polpa bianca: io non ve ne ho saputo riconoscere alcuna a polpa gialla, fuorchè
les Brugnons, ossia le Pesche-Noci duracine.
Mi sento nello
stesso imbarazzo per trovare questa varietà negli Agronomi Italiani, perchè più
laconici ancora degli Oltramontani in punto a frutti; e perciò non ardisco
rapportarla ad alcuna delle Pesche-Noci dei Quadri della R. Villa di
Castello, e del Micheli: ma posso assicurare che l’Italia Meridionale è piena
di queste Pesche, e che non sono ignote neppure in Toscana e nella Lombardia:
esse sono rare nel Genovesato, ma vi si conoscono, ed io ne possedo alcune
piante.
La coltura del Pesco-Noce
spiccagnolo giallo non differisce da quella degli altri Peschi: ama solo
un’esposizione più aprica dei Peschi pubescenti, o almeno è solo in tali
situazioni che il suo frutto acquista il profumo proprio di questa specie, e
che perviene alla perfezione di cui è suscettibile.
Nel resto egli esige
un terreno grasso e umido, perchè la siccità è il nemico maggiore di tutti i
Peschi.
______________________
testo
trascritto da Piero Belletti (Torino)