PESCO NOCE SPICCAGNOLO BIANCO
A. Persica
psillidermis, flore amigdalino, fructus glabro, pulpa alba, nucleo
non-adherente; epicarpo lucido, ex luteo albescente, maculaque corallina
micante; sarcocarpo albo, aquoso, succo acidulo. Vulgo, Noce-Pescula
spiccagnola bianca.
Nuci-Persica. Pesche noix. Cur. Stheph. Pomar. P. 63.
Nuci-Persico. Porta Pomar. P. 175.
Persiche-Noci, Tanara Lib. S. P. 394.
Nectarines. Miller. Forsyth. Ec.
La Pesca-noce spiccagnola bianca è uno dei frutti i più belli a
vedersi e dei più mediocri a gustarsi.
La pianta non si distingue da
quelle degli altri Peschi, ma i suoi fiori a corolla grande e appena sfumata di
rosso come quelli del mandorlo, la diversificano dai Peschi-noci a polpa
gialla che gli hanno più rossi e a petali più visibili.
I Frutti sono tondi e per lo più
ben torniti, spesso mammellati alla cima, e mai molto grossi. La loro buccia è cerea
nel fondo e di un cereo chiaro, ma è rilevata da un corallino vivo che rileva
moltissimo sul liscio del fondo, e le dà un aspetto brillante.
La polpa non corrisponde a
quest’apparenza, è floscia, sugosa ed acidula, e non può stare al confronto
delle Pesche gialle di alcuna specie; ma un poco di profumo ed è migliore di
quella della massima parte delle Pesche spiccagnole bianche a buccia
lanuginosa che provengono di seme; essa è bianca, ma si tinge di un rosso vivo
presso al nocciolo, il quale è bruno e non adere alla polpa, e la sua mandorla
non differisce da quella delle altre pesche.
I paesi meridionali d’Italia
abbondano sommamente di queste pesche. Esse si sogliono moltiplicare di seme,
perché, essendo tipi, è raro che vi degenerino : presentano però in questo modo
un’infinità di modificazioni nelle forme, nel colore e nell’epoca della
maturazione; e queste, sebbene leggiere, pure hanno dato luogo ai Pomologi di
dividerle in molte varietà. Io confesso che ne conosco alcune degenerate come
sono quelle a buccia verde, ma ne conosco pochissime che meritino di essere
distinte per la loro bontà, o pel loro volume. Se si eccettui la Noce
violetta, e la Pesca Ciliegia, quasi tutte le altre pesche noci
spiccagnole a polpa bianca sono picciole e di gusto mediocre, e non offrono una
differenza fra loro da meritare una coltura particolare o un nome distinto.
Questa mia opinione potrà
sorprendere coloro che hanno sotto gli occhi le Pomone oltramontane. In esse di
fatto si trovano molte varietà di Pesche-Noci-Spiccagnole, che dalle
descrizioni e dalle figure si debbono giudicare a polpa bianca; ma se bene si
esaminano non offrono altra differenza importante fra loro che quella del tempo
della maturità. Ciò che farà più sorpresa si è l’osservare che queste razze
sono rappresentate dai Pomologi di oltramonti come molto pregevoli, cosa che in
generale non si riconosce in quelle d’Italia. Ma io credo che la loro rarità e
la loro bellezza abbia fatta illusione a quegli scrittori, poiché si vede dalle
loro descrizioni che questa specie di pesco prospera difficilmente in quei
climi, e che vi matura di rado, sicché la qualità che vi attribuiscono sono
ordinariamente presente sopra quelle che le distinguono nella loro imperfezione
ordinaria in quelle temperature.
Difatto, le Violettes di
Duhamel maturano tutte in Settembre ed in Ottobre, non escluse quelle che egli
distingue coll’epiteto di precoci; e noi, che viviamo in paesi nei quali sovente
si sentono ancora nel Settembre i calori della state, sappiamo che le Pesche
Settembrine sono in generale meno gustose delle Luglienghe e delle Agostane, e
che le Ottobrine non hanno più di pesca che la figura.
Io mi sono confermato in
quest’opinione quando ho gustate le Pesche-Noci Speccagnole bianche dei
Parigini e dei Viennesi, e più ancora quando le ho raccolte nel mio giardino
sulle piante che ne ho fatte venire dalla pepiniera del Sig. Bourdin di
Chambery.
Confesso che in mezzo a tante
piante, che mi sono procurato di Francia, non ho trovato di pregevole in punto
a spiccagnole bianche che la Violette e la Pesca Ciliegia. Tutte
le altre mi hanno dati dei frutti mediocri, e spesso inferiori di molto a
quelli che crescono spontanei nei nostri giardini.
In seguito a queste riflessioni
sembra inutile che io cerchi di presentare il confronto delle Noci-Pesche
oltramontane colla nostra Spiccagnola bianca.
Quasi tutte le Violettes di
Duhamel sono di questa specie. Quella che sembra accostarsi di più alla nostra
è la Pétite Violette ha^tive n. 22. Pl. 16. che l’Autore dice
maturare in Settembre.
E’ più difficile di determinarla
con precisione nelle numerose Noci-Pesche degl’Inglesi. I Pomologi di quella
nazione fanno un gran caso di questa specie, e ne descrivono un gran numero di
varietà senza lasciarci bene discernere quali appartengano alla classe di
quelle a polpa bianca, e quali a quella delle Pesche noci a polpa gialla.
La sola Pomona di Batty Langlet
stampata in Londra nel 1729 ne annovera nove varietà le une sotto il nome di Nectarines,
ed altre sotto quello di Violettes e di Alberges.
Se ne trovano pure molte in
Forsyth ed in Miller e più ancora nella Pomona Britannica e nella Londinense.
Fra tante varietà o poco distinte
intrinsecamente fra loro, o descritte troppo imperfettamente per formare
un’idea ben giusta, io sono stato fissato specialmente dalla Vermash
Nectarine n. 29, e dalla White or Flandres Nectarine n. 30 di
Kooker.
I Tedeschi non ne coltivano tante
quante gl’Inglesi, forse perché il loro clima vi è ancora meno adattato; Mayer
ne annovera otto, e Knoop non ne descrive che due; e tutte sembrano le stesse
di quelle dei Francesi, e ne portano i nomi.
Abbiamo veduto che nei paesi
meridionali la Noce-Pesca spiccagnola bianca si perpetua di seme, e
degenera di rado. Essa si deve moltiplicare con l’innesto nei paesi più freddi
dove esige più cura, e dove non frutta che posta a spalliera, perché le piante
spontanee non prosperano che nei climi ove sono naturali.
In qualunque luogo però la
Pesca-Noce di ogni specie esige un luogo caldo ed aprico, e un terreno grasso e
sostanzioso.
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testo
trascritto da Vittorio Bigliazzi (Genova)