PESCO NOCE DURACINO BIANCO

o DURONA LISCIA BIANCA

 

Persica Psillidermis flore magnipetalo, fructu æstivo; epicarpo albescente, corallinis maculis aliquando velato; sarcocarpo albo philosteo, delicatissimo,succo grate acido. Vulgo, Pesca noce duracina bianca, o Durona liscia bianca.

 

La Noce Duracina bianca è una delle varietà più gentili, che si conoscano nella classe delle Pesche liscie.

L’albero non offre alcun carattere, che gli sia particolare; ma si distingue per la bellezza dei suoi fiori, che sono sempre magnopetali, e tinti di un color di rosa sfumato, che degrada nel bianco, e li rassomiglia un poco ai fiori del Mandorlo.

Il frutto matura sulla fine di Luglio, e per conseguenza è fra i precoci, e segue da presso le Maddalene di tutte le razze, la Pesca Ciliegia, e le Moscadelle.

È picciolo in paragone alle Pesche proprie, ma è grosso nella specie delle Pesche noci: la sua forma è regolare, e tondeggia con molta grazia, essendo appena solcato dalla solita suttura, che divide da un lato tutte le Pesche.

La polpa è bianca e duracina, e adere fortemente al nocciolo: essa è fina, delicata, gentile, e si scioglie in un sugo dolce e saporito, che non ha di acido, che quanto è bastante per dargli del rilievo.

La buccia è liscia, colorita di un bianco cerino lucente, il quale forma un contrasto grazioso colle macchie di corallino, che lo velano spesso dal lato del sole, e lo rende uno dei frutti di più bella apparenza: in alcune località il bianco è appena sfumato da qualche leggierissimo velo di rosso: qualche volta è intieramente bianco.

Questa varietà corrisponde nella classe delle Pesche lisce alla Duracina bianca luglienga delle Pesche pubescenti, e rivaleggia colla Vagaloggia Duracina, che è nelle Lisce il corrispondente della Giallona di Verona nelle Pesche vere. La Durona bianca però è sola a primeggiare fra le Noci Duracine bianche, non esistendo in questa Classe il corrispondente della Biancona Massima, che è il Capo-specie delle Pubescenti bianche.

La prima pianta di questa razza, che ho coltivato, l’ho avuta da Milano, ed era innestata. Da quella ho preso gli innesti di tutte quelle che possiedo al presente, che mi riescono perfettamente eguali: sono persuaso, che il seme la riprodurrebbe senza cangiamento sensibile. Prima di farne la prova, ho voluto assicurarmi il possesso della varietà col moltiplicarla d’innesto: ora, che questa è al coperto d’ogni accidente, possedendone già molte piante, mi occuperò di quest’esperienza, e non dubito di ottenere delle piante spontanee quasi eguali, e forse delle modificazioni, che ne aumentino il prezzo.

La Noce bianca Duracina vuole una esposizione aprica, siccome tutte le Pesche Noci; ma ha bisogno di un terreno profondo e grasso per bene svilupparsi. Negli orti bassi e umidi, ove riescono così bene le Pubescenti spiccacciole gialle e bianche, la Noce bianca resta insipida, e marcisce alla pianta.

La Noce bianca si trova in tutte le Pomone oltramontane, e io ne ho veduto delle bellissime in Parigi e in Vienna. I Francesi la distinguono col nome di Brugnon blanc ou Brugnon musque.  Gli Inglesi la chiamano Murrij Nectarine, o Brugnon Murrij. In Italia si conosce sotto il nome di Pesca noce bianca Durona, o Novellara bianca; ma non si coltiva che nell’Italia settentrionale.

Merita però di far parte di qualunque collezione scelta, e potrà figurarvi fra le varietà le più squisite.

______________________

testo trascritto da Simona Limentani (Roma)