PESCO
SPICACCIOLO GIALLO PRECOCE
o
MOSCADELLO BURRONE
Persica julodermis, flore brevi-petalo,
fructu medio præcoci; epicarpo flavescente, maculaque rosea læviter velato;
sarcocarpo flavo butyrroso, succo saccharato, odoratissimo. Vulgo,
Moscadella Burrona.
La
Spiccacciola gialla precoce, conosciuta da alcuni sotto il nome di Moscadella Burrona, e
da altri sotto quello di Gran Maddalena Rossa, è la compagna della Pesca
di San Giovanni, e la più ricercata fra le Spiccacciole per la sua
precocità e pel suo profumo.
I caratteri
dell’albero sono gli stessi di quello della Duracina gialla precoce, e i
suoi fiori sono, come in quello, brevipetali e carnicini: ma il frutto si
distingue dalla San Giovanni (Duracina Gialla precoce), non solo per la natura
della polpa che è butirrosa e che si spicca dal nocciolo, ma ancora per la
buccia che è meno rossa e di un giallo più carico.
Ambedue primeggiano
per la loro precocità, non essendo precedute che dalle Noccioline, e
precedendo, sebbene di poco, le Maddalene bianche, ossia le Spiccacciole
bianche precoci. Vi è però una leggiera differenza anche fra di loro, e
questa è in vantaggio delle Duracine.
Forse non è che
apparente, giacchè la Duracina non ha bisogno di tutta la maturità per
mangiarsi con piacere, e perciò si può cogliere acerbetta; nel mentre che le
Spiccacciole non sono soffribili in tale stato, ma abbisognano di un grado
maggiore di maturazione per isviluppare le qualità che le distinguono: è però
sempre vero che le Duracine sono le prime a comparire sui mercati, e che
precedono nel commercio anche le Maddalenine, ossia la varietà picciola
delle spiccacciole gialle precoci, che suol precedere di alcuni giorni la
grossa.
La Gran Maddalena
Rossa è una delle migliori fra le Pesche: non è grossissima, ma non è
picciola; e, quando i frutti sono diradati, gareggiano colle più belle varietà
di second’ordine, e si avvicinano alle Cotogne.
È tonda e ben
tornita: la sua buccia giallognola è colorita sovente da un lato di un poco di
rosso: la polpa è gialla, di una pasta gentile e morbida, ma più compatta di
quella delle bianche: il sugo è meno abbondante che in quelle, ma non ne ha
l’acido, e ha un gusto più dolce, e rilevato da un profumo che non si trova che
nella San Giovanni, ossia nella Duracina precoce.
Forse è in grazia
del suo aroma che ha ricevuto il nome di Moscadella. L’applicazione, a
dir vero, è impropria, perchè il profumo di queste pesche è diverso dall’aroma che
conosciamo sotto il nome di Moscato, e che distingue specialmente le Uve
e le Pere: ma i coltivatori non sono molto esatti in questi ravvicinamenti
d’idee; e i nomi che si formano, non hanno sovente che un rapporto vaghissimo e
talora immaginario colle cose alle quali si riferiscono.
La Gran Maddalena
Moscadella comincia a maturare verso la metà di Luglio, e continua siano ai
primi di Agosto, secondo le esposizioni e la coltura. Ordinariamente si
moltiplica coll’innesto, e prende, come le altre, sul susino, sul mandorlo, e
meglio ancora sul pesco spontaneo. Io ne ho ottenuto più volte delle bellissime
anche dal seme.
Tutto il Genovesato
coltiva questa varietà: nei giardini degli speculatori è meno comune della Duracina;
perchè, se è ben matura, la sua delicatezza la rende incapace di resistere al
trasporto nei mercati di lusso, e se è mezz’acerba, non ha alcun pregio. Si
trova invece in abbondanza nei giardini dei dilettanti.
È rara in Toscana,
ove invece si coltivano con successo le Maddalene Bianche, e non è
comune in Roma e in Napoli, ove primeggiano le Pesche di San Giovanni,
ossia le Gialle precoci duracine.
Non l’ho mai veduta
nei giardini del Piemonte e della Lombardia: l’ho incontrata solo presso i
fruttivendoli di Torino e di Milano, che la ricevono dal Genovesato, e sono
stato sorpreso di trovarla cattiva, inconoscibile alla vista, e ingratissima al
gusto.
I Parigini non la
coltivano, perchè non riesce nei climi settentrionali, ma è coltivata nel
mezzogiorno della Francia da Nizza a Perpignano, e vi è squisitissima.
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testo
trascritto da Simona Limentani (Roma)