PESCO MANDORLO A FRUTTO GENTILE
Persica Amygdalus ibrida, julodermis,
flore magnipetalo ex roseo albescente, fructu parvo; sarcocarpo albo, liposteo,
pulpa crassa, tenera, carnosa, succo dulci, grate acido; epicarpo flavo,
purpurescente; endocarpo osseo, reticolato, semine dulci, grate aromatico.
Vulgo, Pesca Mandorla a polpa gentile.
La varietà che figura
nell’antecedente Fascicolo sotto il nome di Pesco
Mandorlo offre un esempio interessante dei fenomeni dell'Ibridismo, ma
appartiene per i suoi caratteri alla specie dei Mandorli piuttosto che a quella
dei Peschi; e noi non l'abbiamo presentata ai Pomologi che come una Mandorla.
Quella invece,che forma l’oggetto
del presente articolo, appartiene egualmente e alla specie dei Peschi e a
quella dei Mandorli, e il suo ibridismo offre dei caratteri, che interessano
il Naturalista, e che possono gettar della luce sopra le leggi della fisiologia
vegetale.
L'albero ha la fisonomia (habitus)
di un Pesco, ma i suoi rami sono più lunghi, più sottili, e più flessibili.
La
foglia ha un misto delle due specie. È liscia, stretta, seghettata, munita nel
peduncolo di duo o tre glandolette brune, e tinta di un verde più analogo a
quello dei Mandorli che a quello dei Peschi.
Il fiore è magni-petalo,
bianchiccio, e velalo di un leggierissimo colore di rosa.
Il frutto, picciolo per un frutto di
pesco, è abbastanza grosso per offrire una polpa spessa, carnosa, succolenta,
avente tutti i caratteri della Pesca, che il palato trova gentile e di un senso
aggradevole. Essa appartiene alla specie delle Spiccacciole bianche, e ne ha
il gusto, ma offre un fenomeno che annuncia i capricci dell'ibridismo, e che
corrisponde a quello delle mostruosità. che caratterizzano i frutti
provenienti da fecondazioni irregolari.
Il Pesco-Mandorlo fiorisce in Marzo
come i Peschi, e allega fra il Marzo e l'Aprile. Il pericarpo, carnoso come
quello delle Pesche, cresce nella state, e si colora gradatamente di un giallo
leggiero rilevato da una tigratura di rosso, che si va sviluppando e si carica
in proporzione che avanza in maturazione; ma, giunto a quel punto che ne
annunzia l'ultimo periodo, si arresta, e non acquista più quell'ammollimento
del tessuto carnoso che costituisce la maturità completa. In quello stato però
è mangiabile, e offre i caratteri della Pesca prossima a maturare, ma ancora imperfetta,
quali sono le prime Pesche che si colgono in Luglio, e che piacciono cosi come
primizie.
È
croccante, sugoso, acidetto, con un principio di aromo, e con un gusto di
capriccio. Ancora uno o due giorni, (dice fra sè il coltivatore che lo vede per
la prima volta) e deve diventare un frutto squisito; il croccante deve
cangiarsi in butirroso, l'acido deve sparire o mascherarsi sotto lo zuccherino
che lo accompagna e il sugo deve aumentare e divenire più sciolto. Ma i due
giorni passano e la Pesca Mandorla è sempre la stessa. La buccia si avviva
ancora in colore, ma la polpa resta stazionaria, e tale si conserva per dieci,
e quindici giorni, senza migliorare.
E senza
retrocedere non solo sulla pianta ma anche nella dispensa, e poi per marcire.
È questo il fenomeno che
distingue specialmente questa varietà, e che ne
indica singolarmente l'ibridismo.
La perfezione di un individuo non si
può trovare che con una origine regolare, e nelle leggi della
natura.
Quando l'origine è viziata, ne sono
viziati anche i risultati. L'ovaio di un fiore di Pesco è fecondato
dal polline di un Mandorlo. Ebbene: il risultato sarà una pianta mista, perchè
la loro analogia è già sufficiente per operare una talquale combinazione: ma,
come potrà essere regolare se i principj che si devono unire non sono fatti gli
uni per gli altri? Il combaciamento di una molecola convessa con una concava è
in natura, ma se queste molecole non sono preparate espressamente per formare
un solo tutto, la loro combinazione non avrà luogo che per quelle che il caso
avrà fatte di dimensioni proporzionate. Tutte le altre si riuniranno per
semplice adesione con dei vuoti e delle imperfezioni, e faranno un insieme
fortuito, spiegazzato, e posticcio. Ed ecco le varietà ibride, ecco i mostri.
Essi si formano e vivono, ma la loro genesi e viziosa, e perciò non potranno
mai presentare un’essere perfetto dotato di tutti i caratteri del vegetabile
della natura.
In generale le molecole organiche
che provano più difficoltà a combinarsi sono quelle che danno origine alle
parti sessuali, ed è perciò che il fenomeno il più frequente nelle fecondazioni
irregolari è il mulismo.
Ma, ogni regola ha le sue
eccezioni; e quante non ne deve avere un fenomeno
contrario alla regola!
Quindi noi vediamo in questa
varietà la pianta proveniente da un ovaio di Pesco
fecondato dal mandorlo provare nel seme l’influenza predominante del maschio, e
conservare nel pericarpo la pomposità propria ai frutti della femmina.
Chi sa che appunto a questa circostanza sia dovuta la fecondità di questo seme?
Il predominio delle molecole
mascoline nella fecondazione incrociata è riconosciuto nel regno animale. Egli
riduce alla razza del maschio in quattro generazioni la figliazione successiva
delle femmine meticcie. È dunque probabile che nei vegetabili egli mantenga
colla sua preponderanza la facoltà generatrice negli individui ibridi. In questo
caso il mulismo non avrebbe luogo che quando i principj generativi di
natura eterogenea non si trovano in proporzione fra loro, o quando il principio
maschile è esso stesso proveniente da diversi individui che lo forniscono
simultaneamente, e che perciò portano con essi un'infinità di forme e di dimensioni
diverse. Quando invece il principio maschile e in se stesso omogeneo, ei
predomina nella combinazione dei sessi, e non avendo bisogno che di poche
molecole femminili per combinare un insieme, è
facile che, anche in un ovaio estraneo, ne incontri qualcheduna assai
proporzionata per ben incastrarsi. In quel caso l'ibrida che ne proviene è
dotata dì fecondità.
Il nostro Pesco Mandorlo è una prova
della probabilità di questa congettura. Egli è evidentemente un essere misto,
ma il miscuglio regna nel pericarpo: il seme è
una vera mandorla che partecipa pochissimo della Pesca, e perciò nasce e
si perpetua.
Io mi riservo a sviluppare con più
dettaglio queste riflessioni nella parte scientifica, alla quale rimetto pure
i lettori per ciò che riguarda la storia di queste Ibride.
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testo
trascritto da Marco Criniti (Genova)