PESCO MADDALENA BIANCA
A. Persica Magdalena, fructu præcoci
mediocri in apice mamillato, epicarpo flavo hinc eleganter rubente, sarcocarpo
albo tenero suavissimo, nucleo subadhærente. Vulgo Maddalena Bianca
La Maddalena
Bianca è una delle Pesche più pregevoli del suolo Italiano.
Il suo fiore ha i
petali corti, e di un rosso carnicino.
Il frutto è di una grossezza mezzana e di figura irregolare, incavato alla base, ovato verso la cima, dove finisce in una mammelletta appuntata, che le dà della grazia, e col solito solco intorno, che partendo dall’incavo del gambo, termina insensibilmente verso la punta. Questo solco, che la divide come in due lobi, è più pronunziato da una parte, e vi forma come una costa.
La buccia è sottile,
punteggiata da un lato, e dall’altro chiazzata di un rosso freschissimo sopra
un fondo di bianco ingiallito, che le dà del rilievo, e riceve della morbidezza
dalla lanugine finissima che la fa comparire come vellutata.
La polpa è bianca,
gentile, sugosa, ed odorosissima. Ha un poco di acidetto, come tutte le Pesche
a polpa bianca, ma questo è grazioso, e non serve che a rilevarne il sapore. La
polpa non è rigorosamente nè Spiccagnola nè Duracina. Se si cerca di aprirla, come
si fa delle Spiccagnole ordinarie, essa non ci si presta, ma si scioglie in un
sugo abbondante, e si disfà tra le mani. Se si taglia o si morde, con gli
incavi asciutti e senza polpa aderente, ma per altro con qualche filamento
polposo incastrato in alcuni dei pori.
Mai però si trova la
polpa totalmente, e tenacemente attaccata al nocciolo, come segue nelle
Duracine; e superando le migliori di queste in abbondanza di sugo, ed in
finezza di tessuto senza averne la consistenza, gareggia colle Spiccagnole
possedendone la delicatezza senza averne la pastosità.
Però essa su deve
considerare come razza ibrida, che tiene un mezzo fra queste due specie, ma che
si avvicina di preferenza alla classe delle Spiccagnole.
Il nocciolo di
questa Pesca è bislungo, piatto, fragilissimo e quasi sempre spaccato, sicchè
nell’aprirla in due parti ciascuna di queste conserva la sua metà di nocciolo.
Questa circostanza l’ha fatta chiamare da alcuni Maddalena Spaccatoia.
La mandorla è per lo
più abortita, ed in tale caso non presenta se non che una pellicola livida,
contenente un rudimento di embrione. Qualche volta l’ho trovata abbonita,
giammai però grossa e perfezionata.
Questa Pesca è una
delle prime a maturare. Essa si mangia in Toscana verso la metà di Luglio,
ossia circa la festa di Santa Maddalena, ed a questa circostanza si deve
attribuire il suo nome. È comune in Firenze, a Pisa, e nel Lucchese, e non si
conosce nel Genovesato dove, in quella vece alla medesima epoca si vedono le
belle Spiccagnole gialle, e le Duracine, ambe note sotto il nome di Pesche
di Savona.
I Fiorentini
conoscono questa Pesca sotto il nome di Maddalena primaticcia, nome che
riceve ancora nel Pisano, e nel Lucchese. In alcuni luoghi è detta ancora Poppa
di Venere a causa della sua forma; ma in generale essa conserva in quasi
tutta la Toscana il nome di Maddalena.
Le Pomone Francesi
descrivono molte pesche sotto il nome di Maddalena, nessuna però
corrisponde alla Maddalena Toscana. La Madeleine blanche N.° 8. pl. 6 e
la Madeleine rouge N.° 10. pl. 7. di Duhamel sono ambedue a polpa
bianca, ma perfettamente Spiccagnole, e sono tardive; e il Pavie Madeleine
N.° 19. è una Duracina bianca che matura in Settembre. La sola Pesca Francese,
che abbia qualche analogia colla nostra, è l'Avant-Peche rouge di Duhamel
N.° 2. pl. 3 ma è più piccola, ed ha una forma diversa.
Io ho mangiate, a
Parigi, delle Pesche squisite, col nome di Maddalena, e ne ho vedute, a
Montreuil, delle bellissime. Esse però erano tutte perfettamente Spiccagnole, a
polpa gentile e morbidissima, ma consistente, e senza quell'abbondanza di sugo
che distingue la nostra Maddalena, e che in regola non è propria che delle
Duracine.
Questi caratteri si
trovano egualmente nelle Pesche della Germania. Knoop ne descrive molte, che
corrispondono alle Maddalene Francesi: egli però non dà questo nome che a due (Madeleine
blanche e Madeleine rouge), e queste sono diverse dalla nostra. La
bianca la dichiara una Duracina; e la rossa, che asserisce della medesima
specie, la dice di polpa dura ed insipida.
A Vienna ho mangiate
delle Spiccagnole, e le ho trovate assai buone, ma erano anch'esse pastose come
le Pesche Francesi
Tali pure sono
quelle delle Pomone Inglesi di Brookshaw, e di Hooker. Le varietà che
descrivono questi Pomologi, sono quasi tutte le stesse che quelle di Duhamel,
nè ho saputo trovarvene alcuna che corrisponda alla nostra.
La Spagna
Meridionale non abbonda molto di Pesche Spiccagnole, e meno ancora di
Spiccagnole bianche. Ho veduto però anche di queste in Cadice ed in Valenza, ma
erano tutte perfettamente Spiccagnole, e non avevano, come la nostra, la
finezza ed il sugo che la fanno partecipare delle due specie.
Quindi io credo che
questa varietà si possa considerare come una razza Italiana, e come una delle
Pesche più preziose della nostra Pomona.
Bisogna procurarsela
coll'innesto. Il suo seme è quasi sempre obliterato, e perciò deve essere
difficile il vederlo germogliare. D'altronde, quand'anche ciò succedesse, è da
dubitarsi se si otterrebbe una razza della bontà di quella già acquistata.
Io mi riserbo a
parlare della sua cultura nel Trattato del Pesco. Osserverò solo, per ora, che
tutti i Peschi amano un terreno umido e sostanzioso, e che la Maddalena non si
perfeziona che in un terreno da giardino.
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testo
trascritto da Maddalena Guidi (Finale Ligure, Savona)