PESCO SPICCACCIOLO GIALLO SEROTINO A BUCCIA PAONAZZA

o PESCO DAMASCHINO BURRONE

 

Persica julodermis, flore brevipetalo, fructu magno, serotino; epicarpo ex-violaceo-rubescente; sarcocarpo liposteo, flavo, prope endocarpum rubente, pulpa dulci, butyrrosa, gustu suavissimo. Vulgo, Damaschina Burrona.

 

La Damaschina Burrona è fra le pesche spiccacciole, ciò che la Damaschina Durona è fra le duracine.

Creata bella e polposa, essa non degenera mai in varietà ineduli o ingrate. I suoi semi sono ordinariamente fertili, e riproducono degli individui regolari: non manca mai di fiori, e gli allega in quantità: i suoi frutti sempre dolci e carnosi, si coloriscono di un rosso vivo e carico, e maturano, secondo le piante, dal principio alla fine di Settembre.

Tutte queste qualità sono dal più al meno comuni alle infinite fisonomie che vengono dal seme, le quali quasi non si distinguono fra loro che per la grossezza: forse quest’uniformità di combinazioni nella concezione è dovuta all’organizzazione particolare dei fiori, che lascia luogo difficilmente a fecondazioni imperfette e mantiene la proporzione naturale fra i principj sessuali.

Non è perciò che questa proporzione non sia qualche volta alterata anche nelle Damaschine, e che non si trovino anche fra queste degli individui muli. La varietà rappresentata nella Tavola che accompagna quest’articolo ne è un esempio.

I suoi frutti sono i più grossi e i più delicati che abbia mai veduti fra le Damaschine Spiccacciole, ma il nocciolo che racchiudono, è quasi sempre aperto naturalmente, e non contiene che una pellicola con dei rudimenti imperfetti di seme.

Quando la pianta è diradata convenientemente dopo l’allegazione, le pesche che porta, acquistano il peso di otto a dieci oncie, e qualche volta di dodici: senza diradamento restano più picciole, ma hanno sempre una grossezza che le distingue dalle pesche comuni.

La Damaschina Burrona si accomoda facilmente a tutte le temperature dei paesi meridionali e a tutti i terreni: viene bene egualmente al littorale e alla montagna, nè altro domanda che un suolo un poco umido per prosperare.

La maggior parte dei paesi che giacciono sul pendio meridionale dell’Appennino conoscono la Damaschina Burrona.

Io l’ho veduta in Valenza di Spagna ed in Provenza: è più rara però della Duracina, e non vi si coltiva che dai dilettanti. In generale essa vi si trova in istato di pianta spontanea, e non si propaga coll’innesto che quando si spiega in qualche individuo a frutti straordinarj.

Nel Genovesato è conosciuta sotto i nomi di Damaschina o Marasina: in Toscana è detta Moscadella Serotina. I Provenzali la chiamano Pavie rouge d’Autonne. In Valenza i suoi frutti sono distinti col nome di Priscos de Autunno.

Io la credo sconosciuta nei paesi Settentrionali, nè mai mi è avvenuto di vederla nè a Parigi, nè a Vienna.

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testo trascritto da Piero Belletti (Torino)