PESCO ALBERGES
A.
Persica Alberges, fructu æstivo parvo, epicarpo glabro
albescente maculisque rubris consperso, sarcocarpo albo gratissimo, nucleo non
adhærente. Vulgo Pesca Alberges.
La
Pesca Alberges è una Noce-Pesca Spiccagnola a polpa bianca.
L’albero nulla
presenta che lo distingua da quello degli altri Peschi. Il fiore ha i petali
corti e di color rosso vinato, e il suo Frutto è il più piccolo di tutte le
Pesche, dopo la Pesca-Ciliegia. La buccia liscia, come in tutte le
Pesche-Noci, ha il fondo di un bianco di Albicocca, ed è variegata
graziosamente da una spruzzatura di rosso carnicino, che da un lato ci fa delle
macchiette, ma non le dà quel rilievo, che ordinariamente dal rosso vivo ed
unito, risulta così brillante nelle Pesche-Noci.
La polpa è bianca e
gentile, e non ha l’acido delle Noci-Pesche, ma non ha neppure il gusto nè il
profumo delle Vaghe-Logge: essa si spicca dal nocciolo, che è rilevato e tondo.
Questa varietà matura in Agosto. Quantunque assai pregevole per la sua bellezza, è pure molto rara in Toscana. Io l’ho veduta solamente in Pisa nel giardino del fu Sig. Filippo Mazzei, il quale aveva raccolta un’interessante e rara collezione di alberi Drupiferi e Pomiferi, che attualmente si conserva dalla di lui Figlia.
Questa Pesca è
sconosciuta in Liguria, e non l’ho veduta nè a Vienna nè a Parigi, ove ho fatta
diligente ricerca di tutto ciò che vi si coltiva di più scelto in genere di
frutti. Non saprei neppure riconoscerla in alcuna delle varietà descritte nelle
Pomone di quelle Nazioni.
Il nome di questa
Pesca l’annunzia per una razza proveniente dalla Spagna. Bisogna però osservare
che in quel paese il nome di Albergidos è usato per esprimere le
Noci-Pesche in genere, e che in molte parti d’Italia esso è stato adottato per
certe varietà più pregiate, come quella della Vaga-Loggia. Potrebbe anche
questa nostra Alberges, essere stata ottenuta in Italia da un nocciolo di
Pesca-Noce comune, e distinta con questo nome, per qualche grado di somiglianza.
Io posso assicurare
che non ne ho mai vedute nè a Cadice nè in Valenza, ove mi sono trovato alla
stagione delle Pesche.
Non so se
l’individuo del Giardino Mazzei sia una pianta di seme, o sia un innesto, e
credo che col seme se ne potrebbero ottenere degli analoghi. Per altro
consiglio di moltiplicarlo coll’innesto, perché questo è il solo mezzo di
assicurarsi della varietà senza cangiamento.
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testo
trascritto da Piero Belletti (Torino)