PESCO VAGA-LOGGIA SPICCAGNOLA

o PESCO-NOCE COTOGNO SPICCAGNOLO

 

A. Persica Vaga-Loggia, flore parvo, fructu glabro, epicarpo flavescente, rubea maculaque velato; sarcocarpo flavo, nucleo non-adherente, carne tenera, delicata, odoratissima, succo dulci suavissimo. Vulgo, Vaga-Loggia spiccagnola.

 

La Vaga-Loggia Spiccagnola è un Pesco-noce, la di cui polpa, gialla come la buccia, si spicca dal nocciolo.

Non descriverò la sua pianta, perchè non presenta caratteri, che la distinguano dagli altri peschi.

Il suo fiore è di quelli, che hanno i petali corti, coloriti di un carnicino chiaro, e che non si spiegano che dopo che li stami sono sbocciati.

Il frutto non ha una grossezza ben distinta, ma è aggraziato nelle sue forme, ed è quasi sferico. La solita suttura, che lo taglia da un lato, è appena sensibile, e perciò non ne rileva quasi punto i lobi: la base, ov’è impiantato il picciuolo, sebbene un poco compressa, si arrotondisce però colle labbra dell’incavamento, che sono rilevate. La cima finisce in una specie di punta, che è un residuo del pistillo, ma questa è picciolissima, e non ne altera la rotondità.

La sua buccia è liscia e lucente come in tutte le Pesche-noci, ed è coperta di un bellissimo giallo, rilevato appena da una leggiera sfumatura di rosso, che lo rende più grazioso.

La polpa è gialla e si spicca dal nocciolo, a cui non è aderente quasi punto, sicchè lo lascia asciutto e nudo, e solo sparso di poche filamenta fibrose, che qualche volta vi restano nello staccarla.

La sostanza di questa polpa è butirrosa e gentile come in tutte le spiccagnole, e, sebbene non si sciolga interamente in sugo come quella delle Maddalene, non è però asciutta, nè manca di morbidezza. Il suo gusto poi ha un rilievo particolare: privo affatto della solita vena di acido, che domina nella specie delle Pesche-noci, prende un zuccherino così gentile che si direbbe profumato. Difatto nel mangiarla si sente l’odore particolare, che distingue le Pesche-noci, e questa sensazione, che pare propria solo all’odorato, si comunica anche al palato, o almeno si confonde in maniera con quella del gusto, che non si saprebbe distinguere.

Queste proprietà ne fanno uno dei frutti i più squisiti, che possano ornare un pometo.

Bisogna però aver la precauzione di coglierlo nel punto di maturità massima. Le altre pesche riescono grate ancorchè sieno un poco acerbe, ma queste non soffrono mediocrità: se non sono maturissime non sviluppano il loro sugo, nè acquistano quel profumato che ne forma il merito: esse vogliono avvizzire sulla pianta, ed è da un certo leggiero raggrinzamento nella buccia che si conosce il loro stato di vera maturità.

La Pesca-noce spiccagnola gialla è conosciuta in tutta l’Europa, e si ritrova in tutte le Pomone. Non dapertutto però essa spiega le medesime proprietà. Pare che ami i climi caldi, e non è che in questi che sviluppa il profumo particolare, e il gusto che la caratterizza. Le migliori che abbia mangiate sono quelle del Pisano, ove sono conosciute sotto il nome di Vaga-loggia. La sua coltura non differisce da quella degli altri peschi: bisogna coltivarla in terreno di giardino, e in un’esposizione aprica. Il seme la riproduce sovente senza degenerazione; ma l’innesto è il mezzo il più sicuro per propagarla nella sua identità.

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testo trascritto da Piero Belletti (Torino)