P. Pyrus Virgolata fructu medio,
hiemali, oblongo, campaniformi, regulari; epicarpo in maturitate flavo;
sarcocarpo albo, tenero, in ore liquescente, succo grate acido. Vulgo,
Pera Virgolata.
Pyrus sativa fructu
brumali, longo, e viridi flavescente, in ore liquescente, saccharato. La Virgolè, ou la Virgouleuse. Tournef. I. R. H. p. 632.
Pera Virgolosa. Quadri della R.
Villa di Castello. Quad. 2. n. 1.
Pyra Hiemalia
spinosa verdiera. Aldrov. Dendrol.
Poire Virgouleuse. Mayer, Pomona Franconica.
La Pera Virgolata è conosciuta in quasi
tutta l’Europa, ed è riguardata da per tutto come una delle migliori fra le
pere vernine.
La pianta viene
assai grande, e uguaglia spesso quella dei Peri-spini e degli altri Peri
d’inverno.
Il frutto è
campaniforme, compresso appena alla corona, presso la quale è nella sua
maggiore grossezza, degradante lentamente nel corpo, e terminato da un collo
grosso, ottuso, e troncato, in cui è piantato il picciuolo.
La buccia è liscia,
verdastra quando si coglie, e si cangia nel maturare in un giallo citrino
generale, e senza velatura veruna.
La polpa è bianca,
fina, gentile, butirrosa, e piena di un sugo acidulo, ma grazioso, che la rende
gratissima.
Queste pere si
colgono sul principio di Ottobre, e si tengono a maturare nella dispensa sino
al Gennajo. Gli individui che maturano in Ottobre non sono i migliori, e per lo
più devono la loro maturazione a qualche insetto che gli ha punti, e il di cui
ovo si sviluppa in questa stagione. Quelli che maturano in Novembre e Dicembre
sono invece i più perfetti, e la loro polpa acquista una morbidezza, che gli
assomiglia alle Pere Butirre, ed è accompagnata da un sugo abbondante, e
rilevato da un acidulo che alcuni trovano troppo forte, ma che non è ingrato.
La porzione de’
frutti che dura al di là del Dicembre, sembra mancare nella massima parte di
quel grado di perfezione che è necessario per il perfetto sviluppo della
maturità pomologica. Essi vanno maturando in Gennajo e Febbrajo; maè raro che
la loro polpa acquisti quella morbidezza che è propria alla varietà quando è
nella sua perfezione. Essa resta carnosa e compatta, ha un sapore debole
malgrado il rilievo del suo solito acidulo, e passa facilmente da questo stato
di mezza maturità a quello di una maturità eccessiva, diventando mèzza.
Ne rimangono
finalmente di quelli che maturano punto, ma che si raggrinzano e restano duri e
insipidi sino alla primavera, e poi si corrompono, o seccano.
Questi tre diversi
stati di maturazione non si trovano sempre eguali in queste pere, nè in una
medesima proporzione in tutte le annate, nè per tutte le piante.
Quando l’albero vive
in un buon terreno, e porta una quantità di frutti proporzionata al suo vigore,
allora questi si trovano all’epoca della raccolta in uno stato di
organizzazione più completo, e perciò in disposizione di prendere nella
dispensa quel grado di sviluppo che caratterizza i frutti perfetti. Quando poi,
o per la sterilità del terreno, o per altra ragione, i frutti non si trovano all’epoca
della raccolta in quel dato punto di sviluppo, allora essi sono soggetti alla
terza delle vicende enunciate, e avvizzano senza maturare.
La prima ha luogo in
qualunque stato di organizzazione e in qualunque situazione quando la state è
abbondante d’insetti, e principalmente negli anni di contro-annata nei quali la
pianta non ha molti frutti, perchè in questi casi pochi riescono a sfuggire
alla puntura colla quale vi sono depositate le ova, il di cui schiudimento ne
precipita la maturazione in Autunno.
Queste crisi non
sono esclusive alle Pere Virgolate, e si vedono in tutti i frutti; ma è
certo che questa varietà vi è più soggetta delle altre, specialmente per ciò
che riguarda la difficoltà di ben maturare e il difetto di avvizzire e di
divenir mèzze.
A malgrado però di
questi inconvenienti, la Pera Virgolata è ancora una delle migliori pere
vernine che si conoscano, e merita un posto nella Collezione dei dilettanti.
Di fatto io la trovo
in tutte le Pomologie: Duhamel, Mayer, Brookshaw, tutti la descrivono e tutti
la danno come una pera eccellente; nè è confinata come molte altre nei libri
dei Pomologi: essa si trova in tutti i paesi non solo nei pomarj dei
dilettanti, ma ancora nei mercati: l’ho veduta sulla piazza di Vienna e di
Parigi, siccome in tutti i mercati d’Italia da Torino sino a Napoli. Da per
tutto essa è riguardata come una pera preziosa, e quasi da per tuttoè
conosciuta sotto il nome di Virgolata, leggiermente modificato nei
diversi paesi dalle diverse pronuncie, ma avente in ogni luogo la sostanza di
tale denominazione.
Gli Oltramontani la
chiamano Virgouleuse, ed è con questo nome che l’ho trovata nei giardini
di Vienna, oveè molto abbondante.
Essoè adottato pure
nelle provincie d’Italia più vicine alla Francia, come il Piemonte e la Lombardia;
ma nella parte, meridionale è conosciuta di preferenza sotto quello di Virgolata.
I Genovesi la chiamano Pera Limonina.
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testo
trascritto da Davide Arneodo (Monterosso Grana, Cuneo)