PERO SPADONE

 

P. Pyrus Spadonia, fructu æstivo serotino; epicarpo virescente, maculaque rubea aliquando velato; sarcocarpo albo tenerissimo, in ore liquescente, succo gratissimo. Vulgo, Pera Spadona.

Pera Spadona. Quadri della Real Villa di Castello. N. 13. mese di Agosto.

 

Il Pero Spadone è una varietà estiva, che dura sino all’Autunno e che gareggia colle migliori pere della stagione.

L’albero non prende le dimensioni del Pero Campana e del Bugiardo, ma supera sempre il Pero Butirro, ed è un medio fra le varietà a grande sviluppo e le varietà a pianta piccola.

La sua fioritura è abbondante e allega facilmente.

Il frutto è oblongo, ovale alla corona, poi rilevato e finito in seguito da un collo graduato, che si attacca ad un picciuolo mediocre. La buccia è verde anche nella maturità, ma se è in luogo aprico, si vela dal lato del Sole di una macchia di rosso roseo, che gli dà del risalto. In generale però è intieramente verde, e tale si mantiene sino alla fine.

La sua polpa è bianca, di una grana finissima, gentile e liquescente. Il sugo, in cui si scioglie, è piacevole senz’essere rilevato, e non ha acidità come non ha aromato.

Nei paesi vicini dal mare le Pere Spadone si staccano sul finir della State, e maturano nella dispensa, ove si conservano tutto il mese di Agosto e talora anche in Settembre. Alla montagna esse ritardano la loro maturazione, e durano sino all’Ottobre. Non sono soggette ad essere annebbiate come la maggior parte delle pere estive, ma ammezzano facilmente. Bisogna aver cura di non tardar molto la loro raccolta, nè di anticiparla di troppo: nel primo caso passano in poco tempo, e nel secondo maturano male, e restano insipide. Quando sono in perfezione rivaleggiano colle pere migliori sia per la delicatezza della polpa che per l’abbondanza del sugo. Io le preferisco a tutte le varietà estive all’eccezione della sola Butirra, che è la regina delle pere.

Il Pero Spadone è una varietà propria dei paesi meridionali. L’ho trovato nell’Andalusia, nel Valenziano e in Provenza. L’Italia ne è piena, e si trova in profusione su tutti i mercati, cominciando da Napoli fino a Nizza, e dall’Abruzzo sino a Venezia; ma non si trova in Piemonte, e non l’ho mai veduta a Torino. Ė nota dappertutto sotto il nome di Pera Spadona, e in ogni luogo è pregiata.

Pare che sia ignota ai Pomologi Oltramontani. Io almeno non l’ho saputa riconoscere in alcuna delle Pomone che ho esaminato, nè l’ho mai incontrata in Parigi e in Vienna, ove mi sono trovato nella stagione in cui matura.

Il Pero Spadone deve la sua origine ad un seme come tutti gli altri. Egli però non solo non si riproduce identico, ma non dà nemmeno delle varietà che gli somiglino.

Bisogna propagarlo coll’innesto, e questo riesce bene e facilmente non solo sullo spontaneo quanto ancora sul Cotogno e sul Biancospino. Il primo è da preferirsi ove si vogliano delle piante grandi e robuste. Per i giardini di ornamento si può adottare il Cotogno: su di questo si hanno delle piante piccole, ma i frutti sono sempre belli e ben formati, e non mancano mai.

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testo trascritto da Oriana Porfiri (Urbisaglia, Macerata)