PERO REALE

 

P. Pyrus Regalis fructu æstivo, turbinato; epicarpo lutescente, punctis cinereis in maculis rubre-micantibus pulchre consperso; sarcocarpo albo, frangente, succosissimo, jucundo sapore donato. Vulgo Pera Reale.

 

La Pera Reale è una delle migliori fra le Pere estive d’Italia.

Il suo albero viene grandissimo, ed eguaglia quasi quello del Pero Perla.

I suoi fiori escono ordinariamente in abbondanza, e allegano con facilità.

I frutti non annebbiano mai ed una volta allegati prendono facilmente tutto il loro sviluppo, malgrado le intemperie delle stagioni.

Essi sono di una grossezza mezzana, ovati dalla parte della corona,  più grossi nel centro, e degradanti verso il picciùolo.

La buccia, a principio verdastra, si colorisce nella massima maturità di un giallo sparuto, che è coperto da un lato da una sfumatura di rosso leggiero, e punteggiato da una quantità di macchiette giallo-cineree circondate da una areola rossa che le danno della somiglianza colla buccia della Pera Angelica.

La polpa è bianchissima e di un tessuto croccante che si frange sotto i denti come il ghiaccio, e che sviluppa nel rompersi un succo abbondante e fresco, che non è senza sapore, ma che manca di rilievo.

Questa Pera matura sul principio di Luglio: essa non regge ai trasporti, perchè ammezza facilmente; è una delle migliori a mangiarsi colta di fresco, ed è una delle più belle per ornare le tavole.

Il Genovesato abbonda molto di queste pere, e vi sono conosciute sotto il nome di Pere Reali.

Io non le ho mai vedute in Piemonte, nè in Toscana, e ignoro se si coltivino nel resto dell’Italia.

Quanto agli Oltramontani pare che non le conoscano.

Il nome di Pero Reale s’incontra in quasi tutte le Pomone; ma sarà difficile trovare una descrizione che combini colle qualità del Reale dei Genovesi. Il Franc Real di Tournefort è un pero vernino, e vernina è la Rojale di Mayer che quest’autore, sul testimonio dei Certosini, pretende che corrisponda alla Spina-carpi degl’Italiani. Sono estive è vero le Reali di Knoop (Royale d’eté ou Robine. Knoop. Pomol.) e di Duhamel (Roy d’eté, Gros Rousselet Duh. n. 34. pl. 12), ma la prima è una pera moscata e picciola, e la seconda, che ha la buccia rustica e lavata di grigio, e la polpa ordinaria e un poco acidetta, non è estiva come la nostra, maturando sulla fine di Agosto.

Io non ardisco asserire per questo che la nostra Reale non possa ritrovarsi sotto di un altro nome nelle Pomone oltremontane, poichè nella infinita quantità di pere descritte dai Pomologi Tedeschi e coll’imperfezione delle loro tavole, è difficile di ben distinguere le varietà; ma posso assicurare che non l’ho mai veduta nè a Parigi, nè in Vienna, e che non si trova fra le numerose varietà di Martin Bourdin di Chambery, il quale ne coltiva quattro sotto il nome di Reali, senza che alcuna somigli alla nostra, e che sembrano quelle di Tournefort, di Knoop, di Duhamel, e di Mayer.

Che che ne sia di ciò, gli amatori faranno sempre un profitto, procurandosi questa varietà dal Genovesato, ove è coltivata generalmente, e dove si trova anche nei vivaj di commercio.

______________________

testo trascritto da Flavio Menardi (Finale Ligure, Savona)