o PERO
BUGIARDO D’AUTUNNO
P. Pyrus Mendax fructu medio,
autunnali, oblongo; epicarpo scabro, luride virescente; sarcocarpo
pallide-luteo, tenero, succoso, gustu gratissimo. Vulgo, Pera Pistacchina.
Il Pero Pistacchino è una delle tante
varietà che credo esclusive all’Italia, e che certamente sono migliori della
più gran parte delle Pere che i nostri dilettanti fanno venire ogni giorno di
Francia o da Chambery.
La pianta non ha una
fisonomia abbastanza distinta da esigere una descrizione particolare, ma il
frutto ha dei caratteri che lo distinguono da quanti altri ne conosciamo.
È oblongo, della
dimensione delle Pere Spadone, ma più sottile, colla testa ovata, e con
un collo leggiermente degradante, e regolare ed allungato.
La buccia è
verdognola, ma di un verde sucido, impastato di giallo, e somigliante a quello
della Pera Bugiarda.
La polpa è giallognola,
fina, sugosa e saporitissima.
Comincia a maturare
in Ottobre, e dura sino alla metà di Novembre. Qualche volta continua sino al
principio di Dicembre, ma ciò è raro.
La raccolta di
queste pere si fa in Settembre in una volta, come si usa per le pere vernine, e
si ripongono in casa, ove maturano a poco a poco lungo l’autunno, e forniscono
ogni giorno la tavola per quasi due mesi.
La Pistacchina
non è coltivata generalmente in Italia come lo meriterebbe, ma nei paesi, ove è
conosciuta, vi gode di una riputazione distinta.
Il primo luogo in
cui mi è avvenuto di vederla è stato il mercato di Roma. Tutte le piazze di
quella Città ne sono piene dall’Ottobre al Novembre, e vi è riguardata a
ragione come una delle pere migliori. Credo che vi sia portata dalla Sabina, e
specialmente dalle Colline di Frascati e di Albano, da dove io ne ho avute le
piante che coltivo nella mia villa di Finale. I Romani la chiamano col nome di Pera
Pistacchina.
Non mi è riescito di
vederla in Napoli, ove ho passato l’autunno del 1824., nè ho potuto averne
indizio da alcuno.
È ignota egualmente
in Toscana, nel Genovesato, e nel Piemontese.
Credo che si coltivi
in Lombardia, ma solo dai Dilettanti, non avendola mai veduta nei mercati che
ho visitati più volte in autunno da Milano a Bologna, siccome non l’ho veduta
neppure in Romagna da Rimini ad Ascoli.
Abbondantissima
invece l’ho trovata in tutto lo stato Veneto. L’ho mangiata in Padova sotto il
nome di Pera Guerrina, in Venezia sotto quello di Pera Alguerrin,
in Vicenza sotto il nome di Pera Ambretta, in Verona sotto quello di Pera
Cappuccina, e finalmente in Brescia col nome di Pera Gnocca d’Autunno.
In tutti questi
paesi essa è comunissima, e della stessa bontà di quelle di Roma. Io ne ho
fatte venire delle piante da Vicenza che non fruttano ancora.
Ho detto che credo
che la Pistacchina sia coltivata in Lombardia dai Dilettanti. È una
congettura fondata sopra le osservazioni seguenti.
I Lombardi danno il
nome di Pera Gnocca alla Pera Bugiarda. Nel mio ultimo viaggio di
Lombardia ho riconosciuto che si coltivava in molti giardini un Pero sotto il
nome di Gnocco d’Autunno, di cui mi si facevano degli elogj e la di cui
descrizione coincideva coi caratteri della Pistacchina.
L’ho trovata in
Milano nel giardino del Sig. Conte Castiglioni, in Piacenza in quello del Sig.
Pavesi e nella Pepiniera del Sig. Illari come si vede dal suo Catalogo; l’ho
trovata in Parma nell’orto Stocchi coltivato dal Sig. Suares, e l’ho sentita
vantare da diversi Dilettanti in Reggio, in Modena, in Bologna, e finalmente in
Firenze dal Sig. Geri che ne ha una pianta nel Giardino Reale di Boboli.
Siccome era di
State, quando ho avuto luogo di veder queste piante, e di sentir questo nome (Gnocca
d’Autunno) non ho potuto verificare se veramente esse corrispondono alla Pistacchina.
Osservo però che è
la vera Pistacchina che ho mangiata in Brescia sotto il nome di Gnocca
d’Autunno e che non vi è niente di più naturale che i Lombardi che
conoscono la Pera Bugiarda sotto il nome di Pera Gnocca, abbiano
esteso questo nome alla Pistacchina che vi somiglia tanto nelle forme,
nel gusto e nel colore, e che non ne differisce che nel tempo della
maturazione.
Egli è appunto per
questo che io vi ho messo per sinonimo il nome di Pera Bugiarda Autunnale,
scegliendo per nome principale quello di Pistacchina invece dei molti
altri che riceve in Italia, poichè è il nome adottato dai Romani, i quali, dopo
i Toscani, hanno il diritto di preferenza in questo punto, vivendo in un paese
ove la lingua Italiana non è solo lingua scritta, ma lingua parlata.
Non mi estenderò
nell’esame delle Pomologie Oltramontane per cercarvi la nostra Pistacchina.
Per quanto io abbia studiati i due Duhamel e le diverse Pomone Tedesche ed
Inglesi, non mi è riescito di rinvenire una Pera, la cui figura si rassomigli a
questa, e che ne abbia i caratteri.
Si aggiunga a ciò
che non mi è accaduto neppure di trovarla in Vienna nei frutteti del Sig.
Bredemayer e del Sig. Antoine; nè in Parigi ove ho passati due autunni, e dove
ho visitati giornalmente i mercati e tutti gli stabilimenti che vi sono in
questo genere, compresa la Pepiniera di Versailles diretta dal Sig. Bosc, il
quale mi onorava della sua amicizia, e che me l’avrebbe fatta conoscere.
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testo
trascritto da Daniela e Aldo Piscitello (Mocònesi, Genova)