PERO MOSCATELLINO

 

P. Pyrus sativa, fructu æstivo, minimo, acyssimo, racemoso; epicarpo partim virescente, partim obscure rubente; sarcocarpo albo, delicato, odoratissimo, succo dulci, muscato. Vulgo, Pera Moscadellina o Moscatellina.

Pyra Superba, parva hæc sed ocyssima. Plin. lib. 15. p. 263.

Pyra Superba Fræciana. Macrob. Serv. Hermol. barb.

Pyra Moscatula Minora. Celidon. apud Aldrov. Dendrol, p. 183.

Pere Moscadelle, Matthioli, p. 173.

Pyra Moscheta. Pyra Superba Plinio parva erant ocyssima odoratissimaque fortassis nostris Moschatis similia. Carol. Steph. Semin. et Plant. p. 66.

Pera Moscarelle. Hæc tam parva sunt, ut baccas corporis tuberculo non excedant, quina, sena, plurave uno pediculo exeuntia, saccaro condiuntur, ut in sequentem annum asserventur, moschi dicti odoratissima jucunditate fragrant, dixerim a Plinio mysapia dici, quasi unguentum redolentia. Porta, Pomar. p. 89.

Pyra Moscata Minima. Poires Muscadelles. Ruellius.

Pyra Joannina Moscatellina. Cordus, n. 21. et Curt. n. 1.

Pyra Moscatula Superba. Tabern. Camerar. n. 10. Cæsalp. n. 1. Schwenxfeld. n. 5.

Pyra Moscatellina minima. S. B. 1. 44.

Poires Muscates ou Muscadelles. Pyrus sativa, fructu æstivum, parvo racemoso, odoratissimo. Pyra superba parva sed acyssima Plinii. Lugd. 306. Poires Muscates ou Muscadelles. Tournef. S. R. H. p. 628.

La Pétite Muscateline. Olivier. De Serv. p. 612.

Pera Moscadellina. Quadri della R. V. di Castello. Quadro 2. n. 1.

Pyrus fructu minimo præcoci. Petit Muscat. Sept-en gueule. Duhamel n. 1.

Poire Pétit Muscat. Knoop. p. 75.

La Pétite Poire Musque ou la Suprème. Forsyth. Traité de la Cult. n. 1. et Miller. Diz.

Poire Pétit Muscat, Sept-en gueule. Mayer. Pomon. Franc. n. 1.

Die Kleine Muscat elerbirn, Museo di Storia Nat. di Vienna figurato in cera.

 

PERA GIUGNOLINA

o FALSA MOSCATELLINA

 

Pyra Muscata. Poires Musquettes minima omnium sunt Muscata, Poires Musquettes, quae nomine alio Chia vulgo dicuntur, Poires de Chiot, baccas corporis tuberculo non excedentia. Carolus Steph. Pomar. p. 68.

Pyrus Sativa fructu æstivo, minimo, odoratissimo. Pyra Moscatellina minima. S. B. 1. 44. Pyra Moscata minima seu Chia. Lugd. 307. Muscadelles ou Poires de Chio. Tournef. S. R. H. p. 628. n. 3.

Poire de Chio, ou Pétite Poire Musquée bâtarde. Forsyth. n. 2.

Poire Muscate bâtarde. Miller Diz.

Pera Giugnolina. Quadr. della R. Villa di Castello. n. 5.

Pere Verzeline. (verselinne) dialetto Genovese.

 

Pochi Peri godono di una maggiore celebrità del Pero Moscatello, e pochi presentano la quantità di modificazioni che lo diversificano e lo dividono in molte razze, le une differentissime in forma, in volume, ed in gusto, e le altre così poco distinte nella loro modificazione che appena si possono considerare come varietà.

La più conosciuta fra queste ultime, e quella che merita maggiormente di esserlo, è la varietà che si è fatta figurare nel mezzo della tavola annessa, e che si distingue anche nel nome pel diminutivo proprio alla sua piccolezza.

Essa si confonde sovente con un’altra razza che vi è inferiore, ma che ha tanti dei suoi caratteri che appena si può distinguere da chi non le gusta insieme: quindi essa riceve da molti il medesimo nome della prima: gl’intelligenti però la distinguono con quello di Giugnolina.

Tutte le altre razze di Pere Moscate si distinguono abbastanza fra loro, e da queste due per non dar luogo ad equivoco; perciò noi non ne faremo parola per ora, e ci limiteremo a descrivere la vera Moscatellina, e a dare un cenno della sua compagna.

L’albero della Moscatellina prende naturalmente una forma semi-piramidale. I suoi rami non si allargano lateralmente ma si innalzano ritti ed uniti. Essi sono muniti di nodi rari e distinti che rendono il loro fogliame chiaro e diradato. Le gemme fiorifere si aprono ciascuna in un gruppetto di fiori che prosperano nella massima parte ed allegano, sicchè queste pere si vedono quasi sempre a grappoli di tre, di quattro e di sei.

Il frutto è picciolissimo e non sorpassa in volume una grossa nocciola; tondeggia alla cima, la quale è coronata da un calice persistente assai pronunziato, ingrossa un poco nel mezzo, e degrada insensibilmente verso il picciuolo all’inserzione, e del quale forma appena un poco di punta, dimodochè presenta una forma quasi orbicolare.

La sua buccia è verdastra, coperta in gran parte di un rosso-bruno privo di spicco, e con una superficie liscia e senza lanugine.

La polpa è bianca, fina, croccante, quasi priva di torzo, con i semi o mancanti o picciolissimi ed immaturi, e con un sugo dolce: essa esala un aromo grazioso che si sente insieme all’olfato ed al gusto, e che è conosciuto sotto il nome di moscato.

Tale è la vera Pera Moscatellina. Essa matura dalla metà alla fine di Giugno, ed è contemporanea delle Pere di S. Giovanni e delle Bianchette, ma le supera tanto in bontà che non vi cade paragone.

La Giugnolina matura nel medesimo tempo della Moscatellina ed ha quasi le medesime forme, ed una picciolezza forse anche maggiore, ma il suo sugo è meno grato, e sente appena il profumo che distingue la prima; la supera però di molto in colorito. La sua buccia si tinge nella maturità di un bellissimo giallo, che non si sviluppa mai molto nella Moscatellina, e il lato del Sole si colorisce di un corallino brillante che la rende bellissima: è una varietà che merita pure di essere coltivata. Io l’ho mangiata in Firenze sotto il nome di Giugnolina, e in Genova sotto quello di Verzelina: ambedue si propagano coll’innesto, e sebbene in origine esse debbano provenire da un seme, pure è da credere che, quand’anche quelli che chiudono sieno fertili, non riprodurrebbero ciò non ostante le varietà.

Tutti i Pomologi parlano della Pera Moscatellina. Si pretende che fosse coltivata dai Romani, e la maggior parte degli Scrittori la rapportano alle Pere superbe di Plinio, che sono descritte come picciolissime e precocissime: il Porta invece la vuole la Myrapia di questo naturalista così chiamata quasi unguentum redolentia. Tutti però la descrivono quale la conosciamo ora in Italia, e quale si trova in tutti i giardini d’Europa.

L’Aldovrandi ne parla nella sua Dendrologia, Carlo Stefano nel suo Seminarium, il Bauchino nella sua Storia delle piante, il Porta nel suo Pomario, Tournefort nelle sue Instituzioni, e dopo di loro Duhamel, Knoop, Miller, Forsyth, Mayer; e molti altri.

Malgrado un’unanimità così generale, che non lascia dubbi sull’identità di questa preziosa varietà, e sulla sua generalizzazione in tutta l’Europa, io debbo osservare che in alcuni Pomologi se ne incontrano due razze che si confondono facilmente, e che nei luoghi dove si distinguono, sono conosciute sotto i nomi diversi di Moscatellina, e di Giugnolina.

Duhamel non figura che il vero Moscatellino, e lo distngue col nome di Pètit-Muscat, ou sept-en gueule n. 1 p. 1. Ne descrive poi altri quattro sotto i nomi di Muscat Royal, Muscat Robert, Muscat fleuri, ed aurate; ma questi non hanno che fare colla Moscatellina, nè colla Giugnolina.

Forsyth e Miller ne descrivono tre razze, una sotto il nome di Pétite Poire myquée, o la supreme, una seconda sotto il nome di Poire de Chio, e una terza sotto il nome di Pétit Muscat: pare che la vera Moscatellina corrisponda alla prima, e che la Giugnolina corrisponda alla seconda: la terza è una varietà più tardiva.

Queste stesse differenze si trovano in Tournefort che ne descrive una come una pera picciola, riunita a gruppetti e odorosissima sotto il nome di Poires muscadelles, ed una seconda ancora più picciola sotto il nome di Poires di Chio, nelle quali varietà si vedono precisamente le nostre due razze.

Esse erano conosciute già da lungo tempo in Francia e distinte in due varietà, poichè le troviamo in Carlo Stefano, il quale, parlando delle Pere superbe di Plinio, le rapporta alle moscate, (nostris moschetis) e le distingue da quelle che chiama col nome di Poires de Chio.

Si riconosce da tutto questo che vi sono dei Pomologi che hanno osservata la differenza che divide queste due Pere, e che ne hanno fatte due varietà; ma resta il dubbio se sieno state dagli altri confuse tra loro, e se in questo momento molti amatori che possedono la Giugnolina non credono di avere la Moscatellina.

Difatto il Gallo non ne descrive che una varietà sola, che chiama col nome di Peri moscatelli, e questa pare piuttosto la Giugnolina che la Moscatellina. Lo stesso si osserva in senso opposto nel Porta, il quale descrive la Moscatellina in modo da non poter dubitare della sua identità con quella di Duhamel, e non fa cenno della Giugnolina.

Tutto ciò mi ha fatto pensare che la vera Moscatellina non sia ancora così generalizzata in Italia come lo merita; e che in molti paesi si coltivi invece la Giugnolina sulla supposizione di avere in essa la vera Moscatellina.

Io lascio ai veri dilettanti di frutti a verificarlo. La figura che ho dato nella tavola annessa, e le descrizioni che ho fatto delle due varietà potranno facilmente metterli in istato di riconoscere a quale delle due razze appartenga quella ch’essi coltivano.

Qualunque essa sia, io consiglierò sempre i coltivatori a procurarsi anche l’altra, avendo ambedue delle qualità, per cui meritano di essere pregiate.

Coloro, che desiderano la vera Moscatellina, la troveranno sicuramente nei vivai di Chambery e in quelli di Savona. Coloro, che vogliono la Giugnolina, la troveranno in Firenze e potranno averla anche da Genova, ove ne ho veduto sovente sul mercato e nei giardini, e dove è conosciuta sotto il nome volgare di Verzelinna, o di falsa Moscatellina.

Ne ho veduta una varietà in Pontremoli in un podere dei Signori Galli, la quale avea i caratteri della vera Moscatellina, ma produceva i frutti più grossi del doppio. Io non ho avuto campo di procurarmene un innesto: credo però che meriterebbe di essere propagata.

______________________

testo trascritto da Graziella Picchi (Cagli, Pesaro Urbino)