MElo pupino

 

P. Malus appenninensis, fructu medio, hiemali; epicarpo flavescente, maculaque rubea aliquando velato; sarcocarpo carnoso, gustu saccharato. Vulgo, Mela Pupina.

Mela Poppina, Quadri della Real Villa di Castello, N. 14.

 

La Mela Pupina tiene in Italia uno dei primi posti fra le Mele carnose; e certamente, dopo le diverse varietà della Renetta e dopo la Carpendola e la Borda, essa è una di quelle che meritano la preferenza presso i Pomologi. La sua forma varia fra il rotondo e il turbinato, ossia fra quella della Carpendola e quella della Renetta. Ve ne sono delle tonde, delle turbinate, e delle medie. Tutte però sono più picciole delle Carpendole e delle Renette, e più grosse delle Borde.

La buccia, in principio verdastra, si svolge in giallo nel maturare, ed è variata sovente da un po’ di ruggineo, e da una macchia di rosso spiccantissimo. La polpa è carnosa, e non ha mai la delicatezza della Renetta, nè il soffice grazioso della Carpendola, ma non lascia di essere morbida e gentile, e ha una dolcezza che supera tutte le altre, senza essere smaccata. La durata è la qualità che la distingue: comincia ad essere mangiabile in Dicembre, e va maturando continuamente dal Gennajo all’Aprile: ne ho avute delle buone anche in Maggio.

è raro che ammezzi, e non marcisce mai se non quando è offesa. Per lo più si mangia cruda, ma è buona anche cotta, e fornisce delle eccellenti composte.

Gl’Inglesi fanno molto caso delle Pupine, e ne hanno molte varietà: la Pomona Londinense ne descrive sei, cioè la Kerry Pippin, la Yelow Ingestrie Pippin, la Wormsley Pippin, la Huges’s new Golden Pippin, la Court of wick Pippin, e la Robinson’s Pippin.

Io non saprei quale di queste corrisponda più precisamente alla Pupina Italiana, ma osservo che avendo fatto gustare alcune delle mie a dei Viaggiatori Inglesi, vi hanno riconosciuti i caratteri delle migliori Pippin dell’Inghilterra.

Il clima delle Pupine è la montagna: io ne ho nella mia villa, ma non vi riescono bene; vengono invece a maraviglia nelle valli settentrionali dell’Appennino, e specialmente nei Monti-Liguri.

Le ho vedute nel Pistoiese e nei paesi dello Stato Veneto, ove ricevono i nomi di Mele Appie, di Morosine ed altri, ma incostantemente e promiscuamente con altre varietà. In Toscana è chiamata Pupina e Poppina. S’innesta sul Melo spontaneo come le altre, e forma un albero mediocre che dura moltissimo.

È una varietà da curarsi in tutti i paesi di clima freddo, e specialmente sull’Appennino.

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testo trascritto da Sergio Rossi (Montoggio, Genova)