FIORE di SUSINO
Le
specie sono composte di individui aventi una fisonomia propria che gli
distingue fra loro, e una fisionomia generale che gli distingue dalle altre
specie. La fisonomia generale è stabilita dalla creazione, ed è il risultato
dell’organizzazione specifica della pianta in cui si preparano i principj
sessuali. La fisonomia particolare è determinata dalla concezione, ed è il
risultato delle modificazioni di dimensione, e di altri accidenti che
distinguono questi principj. Quindi la fisonomia generale è costante e
invariabile, e la particolare cangia necessariamente da individuo a individuo,
e in un modo indefinito. Ogni specie però ha una latitudine propria che
determina gli estremi di queste differenze, e che circonscrive le fisonomie.
Il Pero, per
esempio, passa da un frutto grossissimo a polpa delicata e gentile ad un frutto
piccolissimo senza polpa e senza sugo. L’Arancio invece riproduce col seme
delle fisonomie poco variate. Il Susino tiene un medio fra i due estremi. È
questo l’effetto di una grande omogeneità che la Natura ha posta nelle molecole
sessuali del fiore: pare che nel Susino gli organi destinati alla secrezione di
questi principj elementari resistono di più alle influenze del clima e della
nutrizione, e conservino con più tenacità le dimensioni e i lineamenti proprj
alla pianta madre. Difatto, non solo non s’incontrano nel Susino delle
fisonomie straordinarie nè in eccesso nè in difetto, ma non si vedono neppure
dei mostri.
I Susini di seme
producono tutti dei frutti mangiabili; e le varietà fine che ne sorgono non si
distinguono che per delle leggiere differenze di forme fra il rotondo e
l’oblongo, e delle differenze di grossezza e di colore assai limitate. Mai
compariscono susine senza nocciolo, nè superfetazioni, nè altre mostruosità, e
non conosco che una sola ibrida che è quella che tiene all’Albicocco, e che si
coltiva sotto il nome di Albicocca nera. Il fiore sembra ancora più
resistente a questi disordini della concezione. Nella maggior parte delle altre
specie si trova l’individuo a fior doppio: il Susino non lo ha ancor dato sin
ora.
Il Fior del Susino
appartiene alle Icosandrie Monoginie di Linneo, e alle Rosacee di
Jussieux: è composto di un calice quinquefido, inferiore, campaniforme, di
cinque petali quasi rotondi, concavi, unguicolati, di un numero indeterminato
di stami, e di un pistillo, che si converte in una drupa liscia ovata o
rotonda, un poco solcata da una parte, e coperta di una polpa che è ciò che costituisce
il frutto. Questi caratteri nella loro essenza sono di loro natura costanti, ma
nel Susino essi non presentano neppure leggiere alterazioni di forme o di
dimensione di cui sono suscettibili, e a cui vanno soggetti in molte altre
specie.
Il Susino fiorisce
in Primavera: quando la sua fioritura è soppressa da qualche accidente, o che
la pianta nella State soffre un arresto di vegetazione, ei getta dei fiori
nell’Autunno: ma questa fioritura è caduca, o, se allega, si risolve in frutti
imperfetti, che non acquistano mai la maturità necessaria per essere
mangiabili.
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testo
trascritto da Maria Francesca Nonne (Fonni, Nuoro)