FIORE del MANDORLO

 

Abbiamo già osservato che le piante fruttifere godono di due modi diversi di fiorazione, designati coi nomi di Fiorazione immediata, e di Fiorazione successiva. (Vedi fiorazione del giuggiolo).

Queste due maniere di emettere i fiori formano certamente carattere, e dividono le piante in due classi distinte.

Difatto: come non ravvisare una differenza di organizzazione fra una pianta che prepara i suoi fiori nelle gemme di Primavera, e gli cova tre intere stagioni per svolgerli poi nell’anno seguente prima che il risveglio della vegetazione abbia sviluppata la fogliazione, e una pianta che, nel vestirsi di un giro completo di rami che la rinnovano, non prepara per l’anno successivo che dei germogli, e svolge poi i suoi fiori nelle gemme nuove che si formano successivamente in essi in proporzione che si allungano e perciò dopo la fogliazione?

Ma questa differenza non è la sola che colpisca il fisiologo nell’osservare l’economia della fiorazione.

L’epoca dell’emissione dei fiori varia ancor essa in un modo sensibile, e presenta dei fenomeni secondarj che meritano di essere rilevati.

In generale la Primavera è il tempo della fiorescenza. Pare che in quella stagione la vegetazione riceva un impulso straordinario, il quale mette in movimento i sughi delle piante, e ne risveglia la vita.

È questo un fatto che si osserva in tutte le specie, qualunque ne sia la natura e la patria. Se però l’epoca del movimento vitale nella vegetazione è generale, quello della fiorescenza è soggetto a delle eccezioni.

Vi sono delle piante che fioriscono nel cuor dell’Inverno, come il Nocciolo, l’Alno, il Corbezzolo, l’Alloro, il Ginepro, ec. Ve ne sono di quelle che mettono i fiori in Autunno come il Carobbo: Altre gli sbucciano nella State come il Giuggiolo.

Il Mandorlo non appartiene ad alcuna di queste classi, ma la sua fiorescenza ha però qualche cosa di singolare che la distingue da quella della maggior parte degli alberi da frutto. È vero che quando i suoi fiori cominciano a sbocciare, già i suoi sughi hanno sentito l’impulso della Primavera, e hanno principiato quel movimento di discesa e di ascesa, che mette in consenso le radici e le gemme, e che fa luogo agli innesti a sugo ascendente; ma è vero ancora che questi fiori precedono il risveglio generale della vegetazione, e lo sviluppo stesso dei suoi germoglj. Questi non si aprono che molto più tardi, e il fiore che si sbuccia prima di loro, si conserva vegeto e vivo sino all’epoca del pieno loro svolgimento.

In ciò il Mandorlo si accosta alle piante di fiorescenza vernina come l’Alloro e il Corbezzolo, i quali portano i fiori più mesi senza temere le offese della stagione.

Quelli del Mandorlo resistono in una maniera straordinaria ai venti ed ai freddi, e allegano in mezzo a tali meteore.

In questo modo, a malgrado della precocità della loro uscita, non si cangiano in frutto che nella Primavera avanzata; e l’espansione dei sughi fra il libro e l’alburno, che segue il compimento della nuova cacciata, e che fa luogo agli innesti a linfa travasata, si pronunzia anche nel Mandorlo nel mese di Giugno. La ripetizione però di questo movimento di travaso che suole aver luogo nell’Autunno, anticipa nel Mandorlo, e riesce quasi insensibile, perchè in quella stagione egli è già da lungo tempo senza frutto e quasi senza foglie; nè vi può essere travaso di sughi senza una cessazione improvvisa di assorbimento per cui sieno forzati a dirigersi in un altro senso.

Tali sono i fenomeni della fiorescenza del Mandorlo nei paesi ove è indigeno, e in quelli ove è naturalizzato. Essi però soffrono delle modificazioni in ragione dei climi nei quali ei vive; e, nei paesi freddi la sua fiorescenza ritarda sino presso alla Primavera, e la maturazione dei frutti si protrae sino quasi all’Autunno, e allora i movimenti della linfa ascendente e della linfa travasata ritardano egualmente.

Il Fiore del Mandorlo consiste, come quello delle altre piante della classe delle Icosandrie Monoginie, in un calice quinquefido che sostiene un pistillo circondato da circa venti stami, e porta una corolla quinquepetala di un bellissimo bianco velato di un leggiero colore di rosa.

I Giardinieri coltivano una varietà di Mandorlo che porta i fiori doppj: è un mostro dovuto alle combinazioni della concezione, il quale si moltiplica coll’innesto, e fa un bellissimo effetto nei giardini paesagisti.

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testo trascritto da Fabrizio Bottari (Santo Stefano d’Aveto, Genova)