FIORE del CILIEGIO VISCIOLONE

 

La Fiorazione del Ciliegio non ha nulla di singolare nelle sue circostanze, ma, a differenza di quella del Pesco e di molte altre piante, è legata alla fruttificazione e ne annunzia i caratteri.

Il Ciliegio in natura sembra diviso in due specie, cioè in Ciliegio proprio, e in Ciliegio Visciolo.

Queste due specie offrono nei loro estremi una seconda divisione, che è decisa nel Visciolo, e che è appena sensibile nel Ciliegio, ma è costante in ambedue. Resta ancora a sapersi se questi estremi costituiscono veramente due specie, o se sono semplicemente i due punti opposti, nei quali finisce la gradazione delle modificazioni, che distinguono le varietà nella complicanza delle combinazioni dei sessi.

Io rimetterò ad un altro articolo ciò che riguarda il Ciliegio proprio, e mi limiterò per ora ad esaminar la questione sopra del Visciolo. Il Visciolo è un ciliegio che si distingue dal Ciliegio proprio non solo nei caratteri del frutto, ma in quelli ancora del fiore e dell'albero. Egli offre di più delle differenze in se stesso, che sembrano indicare una divisione subalterna in due altre specie che i Pomologi hanno distinte coi nomi di Visciolini e di Viscioloni.

Fra i molti caratteri che separano queste due sorta di Viscioli nessuno è così espressivo e così forte quanto quello del fiore. In ambedue ei sbuccia dalle gemme dell’anno antecedente nell’ascella di una foglia già morta, e precede la fogliazione novella. Ma nel Visciolino è solitario e portato da una messa sottile lunga pendola, a nodi rari, e si distende in un picciuolo lungo, esile e pieghevole. Nel Visciolone invece la messa che porta i fiori è grossa, corta, eretta, e guarnita di nodi alterni e spessissimi nei quali si sviluppano delle gemme squammose che si aprono in gruppetti di bottoncini fioriferi, che si distendono in un picciuolo corto e duro, portante un frutto più grosso del Visciolino.

Quantunque queste differenze non consistano in caratteri botanici, pure sono così forti e così costanti che lo spirito ripugna a considerarle come semplici modificazioni formanti varietà.

Le difficoltà aumentano e si fortificano quando osserviamo i salti che separano le fisonomie intermedie esistenti fra questi due estremi, mentre in vece di confondersi con una successione di gradazioni tendenti l’una verso l'altra, conservano al contrario ciascuna i loro caratteri primitivi.

Questi salti, a dir vero, non sono così forti nella scala dei frutti come in quella dei fiori, mentre tra il Visciolino e il Visciolone, si incontrano un gran numero di Viscioli, che sembrano intermedj fra i due, e che perciò hanno ricevuto dagli agricoltori dei nomi particolari, quali sono quelli di Griotte, di Amarenone, e simili. Ma queste gradazioni spariscono quasi intieramente quando si esaminano i fiori, o almeno esse partono dai due punti estremi senza riunirsi; e quantunque nelle varietà che si formano dai loro semi, esse subiscono delle differenze, non si trova mai però che si mettano a contatto fra loro.

Io ho instituito molte esperienze per diciferare questo problema: ho seminato i noccioli delle Viscioline e quelle delle Visciolone. I primi hanno germogliato quasi sempre, e le piante che ne sono venute presentano quasi tutti i caratteri del Visciolino, quantunque variati in ciascuna negli accidenti secondarj che costituiscono la fisonomia individuale. Ho avuto dei risultati diversi dai noccioli delle Visciolone: essi non hanno germogliato quasi mai, e i pochi che sono nati mi hanno dato delle piante egualmente distanti dai Visciolini e dai Viscioloni: nessuna si è avvicinata ai secondi, ma neppure è rientrata nei primi: tutte si distinguono per una fisonomia propria intermedia fra i due, e quasi sempre a frutto infecondo.

Questi fatti, che si sono ripetuti più volte ne’ miei semenzaj, e che posso presentare all’esame dei Fisiologi, perchè conservo nella mia villa sperimentale le piante venute dai semi di ambe le razze, sembrano dar luogo a stabilire i principj seguenti.

Il Visciolino e il Visciolone sono due fisonomie nella specie del Visciolo.

I Visciolini sono individui comuni, prodotti da una combinazione regolare dei sessi, e che perciò sono fecondi, e ripetono con poca varietà le forme e i caratteri del primo padre da cui hanno avuta l'origine.

Il Visciolone, è una di quelle fisonomie straordinarie che si combinano per accidente nella complicazione dei principj sessuali, e che perciò, o che è sterile per mulismo dei semi, o, se lega qualche germe, lo lega imperfetto e guazzabugliato com’esso, ma con una fisonomia propria, risultante dalla combinazione propria che lo produce. Quindi i Visciolini sono tipi o copie del tipo, e i Viscioloni sono mostri che si staccano dal tipo, e che formano l’estremo della scala delle gradazioni di cui è suscettibile la fisonomia specifica del Visciolo.

I primi sono destinati dalla Natura a conservare la specie; i secondi, nati per caso, sono destinati a vivere una vita individuale, e a perire senza riprodursi. Tale è la sorte di queste due piante in natura: ma è diverso assai nello stato di coltura.

La sterilità del Visciolone è compensata dalla bellezza dei suoi fiori e dalla polposità dei suoi frutti: quindi gli uomini, che apprezzano queste qualità, molto più che la fecondità, prolungano artificialmente la sua vita, e condannano i suoi fratelli fecondi a servirgli di piede e nutrirlo.

Quanto sarebbe egli più prezioso, se i vantaggi che troviamo nel suo mulismo non fossero accompagnati da un difetto gravissimo, specialmente sotto la vista del piacevole e dell’utile!

Tutti i Coltivatori si legnano che questa bella varietà, così ricercata dal lusso, non solo è condannata a non riprodursi per difetto nei semi, ma è soggetta a mancare di frutti per difetto nei fiori.

Essi, è vero, sortono in abbondanza; ma dopo di aver sfoggiata una ricchezza di petali, superiore a quella di qualunque altro ciliegio, tradiscono la speranza del coltivatore, e periscono senza allegare; ed è per questo che i Francesi lo hanno distinto col nome di Coulard, siccome i nostri agricoltori italiani lo distinguono con quello del falloso.

Il difetto dei semi è riportato dall’arte, che vi supplisce coll’innesto: ma non si è ancora riescito a trovare un rimedio per quello dei fiori.

Per sapere se sia possibile il rinvenirlo è necessario cominciare per ricercare le cause che producono il fenomeno.

Vi sono dei Pomologi che le riconoscono nell’azione degli agenti esterni che circondano la pianta; ma in logica non si può concepire come queste cause naturalmente incerte e variabili, possano avere un'influenza costante, uniforme e sicura, quale si esige per un effetto che ha tali caratteri.

Sembra più ragionevole il cercarlo nella natura stessa dei fiori. Tutto ciò che si presenta alla vista in essi, si annunzia come completo. Il calice, i petali, il pistillo, e gli stami, tutto si trova nei fiori del Visciolone.

Non è dunque la mancanza degli organi della generazione che risolve quest’apparato senza ottenerne l’effetto, siccome succede nei fiori doppj e in altri fiori mostruosi. Essi esistono nei fiori del Visciolone, ma probabilmente non sono perfetti.

Se la natura non avesse negato alla vista dell'uomo il discernere i dettagli infinitesimamente muniti della loro organizzazione, forse ne conosceremmo le difettuosità, e troveremmo in esse la causa della loro sterilità.

Il raziocinio però può supplire sino a un certo segno alla vista, e conoscendo, come conosciamo, i principj generali che regolano il sistema della generazione, non è difficile di conoscere per induzione i processi che ne producono i fenomeni.

È noto che il pistillo non è che l’ovaio che contiene gli elementi feminei. Essi non si possono legare in germe che colla combinazione degli elementi maschili contenuti nel poline. Quando questi due concorrenti esistono e si corrispondono, la loro unione è infallibile, e ne risulta un rudimento dotato di vita, il quale anima tutto ciò che lo circonda, e lo fa crescere seco.

Ed ecco l’allegagione, ecco ciò che succede nei fiori degli individui tipi.

Ma nella quantità dei figli che produce una pianta , vi sono sempre dei mostri, cioè a dire degli individui che nella loro concezione non hanno sortita un’organizzazione perfetta, e che non sono che guazzabugli viventi, ma privi di virtù generativi.

I più imperfetti fra questi mancano di organi sessuali, e soprabbondano in compenso di qualche altra parte di vegetazione. Altri sono dotati di organi, ma non gli hanno ben conformati. In questo caso lo sviluppo degli elementi sessuali è difficile e difettoso. Le antere segregano alcune molecole maschili in mezzo a molto poline inorganizzato, e si formano nelle ovaia alcune molecole feminee in mezzo ai rudimenti di molte ova abortite.

In tale meschinità di elementi le combinazioni devono necessariamente fallire o restar difettose: se falliscono, tutto deve perire: l’ovaio non vive che in virtù della vitalità del germe che chiude: è questo il punto che lo anima, e senza questo tutto l’apparato fiorifero si disorganizza e cade. Se non falliscono, si lega un embrione nell’ovaio che è difettoso, ma che ha una vita. Ei cresce, e la sua vitalità s’imprime a tutto ciò che lo circonda. Ei chiama a sè i sughi destinati a nutrirlo, ma non gli può assorbire per mancanza omogeneità assimilativa; quindi essi si dirigono invece nel corpo paranchimatoso che l’inviluppa e l’ingrossano fuor di proporzione.

È questa certamente la causa della mostruosità dei frutti muti: è questa la causa della fallosità dei fiori del Visciolone, della grossezza dei suoi frutti, e della sterilità dei suoi semi. Le prove di questo processo di cose stanno nel positivo dei fatti, e nel razionale delle leggi di analogia.

Io ho già dimostrato che i muli vegetali sono dovuti ad un disordinamento di elementi sessuali, e l’ho dimostrato con delle esperienze che nessuno ha ancora potuto smentire. (vedi teoria della riproduzione vegetale, pisa, 1816).

Non ho bisogno di dimostrare il mulismo del Visciolone, perchè è visibile nei caratteri che lo distinguono nel suo tipo, e lo allontanano dallo stato normale dei tipi. Con questi due estremi, chi potrà ricusare di riconoscere la verità del solo processo capace a legarli?

I dettagli coi quali lo presento non sono che congetturali, ma sono fondati sul raziocinio e sull’analogia, e non possono essere ricusati senza cangiare le idee ricevute sulla generazione, o senza cangiare la logica.

Non è necessario di dire di più per persuadersi dell'impossibilità di riparare coll’arte al difetto di allegagione così comune nei fiori del Visciolone.

Il solo compenso che si possa proporre è quello di moltiplicare le piante: il frutto che danno è così pregevole che non si deve aver gran riguardo alla modicità del raccolto.       

______________________

testo trascritto da Graziella Picchi (Cagli, Pesaro Urbino)