Ficus carica sativa unifera,
serotina, fico medio, ænophoriformi, petiolato, fæminio, sterili, cortice
tenuissimo ex luteo albescente, pulpa alba roseo melle leviter velata,
delicatissima, gustu suavissimo. Vulgo, Fico Troiano.
Ficus Livia. Colum.
At gravis Arcturi sub sydere parturit arbor.
Livia…Colum. In hort.
Sunt
et auctorum nomina iis Livia siccata haec in annuos usus aptissima.
Macrobius Livianam vocat.
Nobis Fico Troiana dicitur,
Serotina
est, sapore jucundo, ad siccandum inter ceteras altissima …Porta,
Pomar.
Il Troiano è il Fico
favorito de' Napoletani, e pare che sia una varietà ancora esclusiva a quel
paese.
L'albero è vigoroso,
ma non prende la grossezza dei nostri Brogiotti. Le foglie sono in
generale trilobate, più ottuse che lunghe, e d'una grandezza mediocre, ma non
hanno cosa che le distingua sensibilmente.
Il frutto è di una
grossezza media, fiaschiforme, somigliante al nostro Pissalutto; ma un
poco meno allungato, e pendente da un piccioletto legnoso, uguale affatto a
quello del Fico Albo, con cui ha pure nel resto moltissima
analogia.
La sua buccia è di
un giallo-bianco, quasi uguale a quella del Fico Albo, e di un
tessuto gentile, che si stacca facilmente dal pieno quando il frutto è maturo.
La polpa è
biancastra, velata di un leggerissimo colore di rosa, e composta di una
quantità di filetti carnosi, sottili, involti in un miele fluido e trasparente
che la rende sugosa e saporita, e insieme leggiera e delicata. Essa è più
colorita di quella del Fico Albo, ma non ha il rosso vivo di quella del Pissalutto.
Il suo gusto è più forte che nel primo, e ha meno sale che nel secondo: E'
un medio fra questi due, nè saprei a quale via si avvicini.
Il Troiano
non produce fioroni, o li produce caduchi. Il suo fico è uno degli ultimi a
maturare, e si mangia in abbondanza in Settembre e in Ottobre resistendo alle
pioggie, le quali non lo guastano, malgrado la gentilezza della buccia. Egli ha
sopra la maggior parte de' fichi la proprietà di produrne moltissimi, e di
maturarli tutti; circostanza che gli ha meritata la preferenza nei giardini del
Napoletano, e specialmente in quelli che avvicinano la capitale, ove è
coltivato quasi esclusivamente, ed in grande abbondanza.
Così egli cuopre
quasi solo le piazze di Napoli per più di un mese e mezzo, cioè dalla metà di
Settembre alla fine di Ottobre, e vi è ricevuto e pregiato anche in confronto
del Brogiotto nero e dell'Ottato. Venendo da Roma si comincia a
trovare il Troiano nel territorio di Gaeta. La sua coltivazione cresce
avvicinandosi a Capua, ove se ne formano dei Ficheti come nei contorni
di Napoli, ponendo un gran numero di piante riunite, siccome si fa degli ulivi.
L'ho trovato a Salerno misto coi Brogiotti neri, cogli Ottati,
cogli Albaneri, coi Gentili, e coi Paradisi, ma
sempre in quantità dominante.
Nei paesi lontani
dalla capitale, ove non vi è il comodo di smerciarlo fresco, esso è destinato
ad essere disseccato, e pare che si presti a tale preparazione più di qualunque
altro.
Forse a questa proprietà si debba la preferenza di cui gode sopra gli altri fichi nel regno di Napoli, siccome si deve attribuire alla sua fecondità e alla facilità di maturare anche in Ottobre la preferenza di cui gode nella capitale.
Tale ce lo dipinge
anche il Porta nel suo Pomario, dicendo che è tardivo, di sapore grazioso, e
fra tutti il più adatto a seccarsi.
Con delle qualità
così preziose non so intendere come non sia stato introdotto nel resto
dell'Italia meridionale, e specialmente nelle coste dello Stato Romano che
confinano col Napoletano, e nella Liguria, ove il commercio ha portato quasi
tutti i frutti di quei paesi.
Credo certo che
riuscirebbe a meraviglia nei nostri climi, e consiglio i dilettanti a non
perderlo di vista. Io dal canto mio mi propongo di aggiugnerlo alla mia
Collezione, ove penso potrà figurare anche in confronto di molte varietà che
coltiviamo come eccellenti.
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testo
trascritto da Graziella Picchi (Cagli, Pesaro Urbino)