Ficus carica sativa, unifera,
serotina, folio quinque-lobato, Fico magno, oblongo, ovoidali, fæmineo sterili,
cortice partim virescente partim violaceo, pulpa crassa, purpurea, melliflua,
gustu suavissima. Vulgo, Fico Regina.
Il
Fico Regina
è una varietà propria al territorio di Roma, e merita d’essere estesa a tutti i
paesi ove prospera il Fico.
La pianta s’innalza molto, e più forse che non si distende, offrendo un tronco alto, coronato da una testa frondosa, ma sospesa.
È una razza unifera che
non mette fioroni, o che li produce caduchi.
Il suo frutto
sbuccia in Maggio, e matura in Settembre: è grosso, oblongo, ovato alla corona,
rilevato nel centro, e poi leggiermente degradante sino a sotto il picciòlo,
vicino al quale qualche volta finisce, ed altre volte continua, impicciolendosi
in un collo carnoso, ma corto e tornito con molta grazia.
La buccia è coperta
di un verde schiarito, che degrada nel bianco, e che è rotto a riprese da una
velatura di violaceo, che lo somiglia al Fico Unico della Riviera del
Ponente Ligustico.
La polpa è grassa,
composta di filetti grossi e carnosi, involti in un miele abbondante, colorito
di un rosso di melagrano, e di gusto gentile: quando l’eccesso d’umidità la
gonfia di troppo, la buccia si screpola, e talvolta ancora si apre alla corona:
ordinariamente però essa non presenta che delle fenditure laterali sulla cima,
le quali lasciano travedere il rosso corallino della polpa, e gli danno del
risalto.
Il mercato di Roma è
pieno di questi Fichi, e vi sono apprezzati al confronto dei Dottati,
dei Brogiotti neri, e dei Verdoni, ec. Essi vengono dai giardini
della città, e dalle vicine colline di Albano, di Frascati e di Tivoli: forse
saranno coltivati nel resto dello Stato Romano sul Mediterraneo: non si
conoscono però nel littorale Romano dell’Adriatico, da Ascoli sino a Pesaro,
siccome sono sconosciuti in Napoli, nella Toscana, nel Genovesato, e nella
Lombardia.
È da desiderarsi che si propaghino in tutti questi paesi, ove il clima si presta, come quello di Roma, alla loro coltura, e dove giungerebbero certamente a tutta la perfezione.
Io ne possedo una
pianta, che mi ha fornito il campione pel disegno, che accompagna
quest’articolo, e che procede da un ramo di un grand’albero, che esiste in Roma
nel giardino del Papa a Monte-Cavallo.
Ne aveva fatto fare
un altro a Roma sopra un ramo colto nella pianta medesima, ma non vi
riconosceva il pennello maestro del Sig. Del Pino. Quindi ho ritardato di
alcuni anni la pubblicazione di quest’articolo, per farlo rifare da questo
superiore Artista.
Quanto alla coltura
del Fico Regina, essa non differisce da quella dei Brogiotti, e dalle
altre varietà gentili. Perciò mi riservo a parlarne nel secondo Fascicolo del
Trattato sul Fico, che ho preparato, e che si pubblicherà fra poco.
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testo
trascritto da Laura Cirioni (Roma)