Ficus carica sativa
unifera serotina, folio-ter-quinquelobato; Ficu medio, ovato, fæmineo, sterili;
cortice irregulariter lacero e viridi violaceo; pulpa rubente, melliflua, gustu
dulci. Vulgo, Fico Melagrano, o Fico di san Francesco.
Il Fico Melagrano è un fico di second’ordine, ma ha delle qualità particolari, che lo raccomandano al coltivatore.
L’albero prende
molta estensione, e si allarga più che non s’innalza: la foglia è grande, per
lo più trilobata e a lobi corti ed ottusi.
Non produce fioroni,
ma è fecondo di fichi Autunnali, che si distinguono dal comune dei fichi per la
bellezza, per la bontà, e per la proprietà di maturare tutti.
Sono ovati, della
grossezza dei Dottati, ma un poco meno distesi, coperti di una buccia
verde-violacea, che si screpola in tutti i sensi, e che nella maturità sembra
screziata da una quantità di righe irregolari, che compariscono bianche, perchè
lasciano trasparire il paranchima interiore che avvolge la polpa. Queste righe
sono rilevate e rilevano reciprocamente il violaceo vivo, che cuopre
l’epidermide, il quale si carica in proporzione che arriva al massimo della
maturità.
La polpa è grassa,
formata di filetti minutissimi, involta di un mele denso, il cui colore rosso
sanguigno s’assomiglia al rosso del melagrano, e ha un gusto vivo e saporito.
Il Fico Melagrano
comincia a maturare sulla fine di Agosto, ed è nella massima produzione in
Settembre: ordinariamente sul cadere di questo mese non gli resta più alcun
frutto, perchè quelli che mette maturano tutti in 15 a 20 giorni: se il tempo
corre morbido e caldo, essi acquistano un grado di perfezione, che li mette al
pari di qualunque altro fico, all’eccezione dei due Brogiotti, del Pissalutto
del Dottato e dell’Albo. Se poi le pioggie si succedono con
frequenza, allora esso si apre prima di acquistare la maturità, ed è perduto.
Quando però è favorito dalla stagione, non solo riesce un buon fico da tavola,
ma secca assai bene e conserva in tale stato una morbidezza e un pastoso che
gli è particolare.
Il Fico Melagrano
non è conosciuto nell’interno dell’Italia, se pure non è lo stesso che il Fico
Papale dei Romani .
Si trova in
abbondanza nella Riviera occidentale di Genova, e vi riceve dei nomi diversi.
In Finale è noto sotto il nome di Fico Unico: in Alassio è detto Fico
di Spagna: gli Albinganesi lo chiamano Fico Robado, nome che si
estende fino alla valle dell’Arossia: ritorna a ricevere quello di Unico
al Porto-Maurizio, e prende in seguito quello di Fico Melagrano: i
Nizzardi lo distinguono col nome di Fico di San Francesco: ei conserva
il medesimo nome in Antibo e in parte della Provenza: forse è la Figue
Cordeliere della Linguadoca: nel Regno di Valenza ne ho veduta una varietà
che lo somiglia molto, e che potrebbe essere lo stesso.
La coltura che esige
è comune a tutti i fichi: ama un terreno grasso e morbido, e una temperatura
umida e dolce. Senza queste condizioni i suoi frutti non maturano, o maturano
male.
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testo
trascritto da Eugenia Fera (Merano, Bolzano)