FICO DATTO

 

Ficus carica sativa bifera, folio quinquelobato, lobis angustis acutis, grosso maximo, cucurbiformi, fæmineo, sterili, cortice ex-flavo-rubescente, pulpa dulci melliflua, Ficu magnitudine minori, campaniformi, pulpa suavissima. Vulgo, Fico Datto.

 

Il Fico Datto è una ficaia propria dell'Italia settentrionale. La sua pianta si distingue per la lunghezza delle messe, che sono sottili e a nodi distanti, e per le foglie divise in cinque lobi straordinariamente piccioli e lunghi.

Il Fiorone, o il Fico estivo è il più grosso dei fichi di quelle regioni: ha una forma tutta particolare: è quasi cilindrico, colla testa rotonda poco più grossa del corpo e col collo quasi nullo. La buccia è gialla, sfumata di un rosso marrone tutto suo proprio: la polpa consiste in una massa di fiorellini oblonghi, polposi, e di un bianco brillante, che traspare fra il rosso della sostanza mielosa in cui è avvolta. Quando matura bene è un fico dolce e delicato, ma è soggetto a restar annebbiato, e allora perde il suo miele. Il Fico autunnale è più picciolo ed ha della forme diverse. È corto, irregolare, largo alla corona e quasi piatto: il colore della buccia è un verdastro velato di rosso: la polpa è bianchiccia, delicata e mielosa: non teme le nebbie come il fiorone, e matura meglio.

Il Fico Datto si trova quasi da per tutto dai piedi dell’Alpe sino ai confini della Romagna e dello stato Veneto. I Milanesi lo conoscono sotto il nome di Fico Madama rosso. Nel Pavese è distinto col nome di Fico Genovese, nome che conserva sulle rive del Lago Maggiore, a Intra, e nei monti del Comasco. La sua coltura si estende da quella parte sino a Bergamo, ove prende il nome di Fico della Madonna, e lo conserva nel Piacentino, nel Modanese e nel Bolognese, alternato sovente con quello di Fico Madama. I Vogheresi lo chiamano Fico Rossetto. Nell'Alessandrino è detto Fico Lardè. I contadini della collina di Torino lo chiamano Fico Avarengo, e Fico Datto, per abbreviazione di Datilo. Io l'ho trovato nel Canavese, a Pinerolo, a Saluzzo e nell'Astigiano. Da per tutto è un fico stimato sia pel fiorone che pel fico autunnale, ma non da per tutto ei riesce egualmente buono, nè la pianta vegeta colla medesima forza. Nelle località meridionali essa prende molto sviluppo, e i fichi autunnali prevalgono sopra i fioroni, ma nei paesi freddi, come il Piemonte, il fiorone è il solo che acquisti una maturità completa. È questa una delle ragioni per cui ho prescelto quest'ultimo per rappresentare la varietà.

Il disegno che offro al Pubblico è lavoro di una pittrice che non è più, e che piango come amica e come collaboratrice. La Sofia Giordani, nota a tutti i Torinesi per le sue virtù e per i suoi talenti pittorici è quella che lo ha ritratto sotto i miei occhi sopra un originale colto nella bella collina di Torino. Quanto ha perduto la Pomona colla perdita di un'Artista di tanto merito! Il Pubblico ne giudicherà dalla tavola che accompagna il presente articolo.

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testo trascritto da Graziella Picchi (Cagli, Pesaro Urbino)