CILIEGIO VISCIOLONE
P. Cerasus Visciola, fructu spherico,
maximo, pedunculo brevi; epicarpo nigerrime micante, pulpae non adherente;
sarcocarpo purpurescente tenero delicatissimo, succo in maxima dulcedine gratae
amariusculo, gustu suavissimo. Vulgo, Ciliegia Visciolona.
Cerasus
sativa fructu majori. Cerasa sativa maiora. C. B. bin. 450. n.
a.
Cerasia
Kispanica. Tabern. Icon. 984.
Grosse
Agriote. Olivier de Serres. Th. D'Agr. p. 606.
Bisciolone,
an Cerasus sativa fructu orbiculato, nigerrime micante.
Inst.
R. H. 626. Cerasa sativa orbiculata, fructu majori, iucundori, succu aspectuque
nigerrimo micante. K. Cathol. an Cerasa Caeciliana Plinii. Micheli mm.
N. 8.
Bisciolona.
Quadri della R. Villa di Castello n. 8.
Cerasus sativa fructu rotundo majore, acute et splendide
rubro, brevi pediculo. Cerisier de Montmorency à gros fruit. Gros Gobet. Gobet
à court queue. Duhamel. n. 10.
pl. 8.
Il Visciolone è la più preziosa fra tutte
le varietà del Ciliegio, conosciuto anticamente sotto il nome di Marasco,
ed ora sotto quello di Visciolo, e il di cui tipo è noto in Toscana
sotto il nome di Visciolino.
L'albero non ha
l'elevazione di quello dei Ciliegi proprj, ma non ha neppure la
sottigliezza e la flessibilità dei rami che distinguono il Visciolino: i
suoi invece sono dritti e corti; e le gemme, che portano, sono così
approssimate fra loro, che quando fioriscono prendono l'aspetto di tanti
mazzetti.
Le sue foglie hanno
il verde lucido e forte di quelle del tipo, ma sono più lunghe e più corte.
I suoi fiori sono
abbondanti e raccolti, e si trovano disposti in maniera che cuoprono quasi il
ramo.
I frutti pendono da
un picciuòlo grosso e cortissimo, e per lo più si vedono riuniti a gruppetti.
Sono tondi, compressi all'inserzione del picciuòlo, rilevati appena alla cima,
e più larghi che alti: la buccia, a principio rossa come nelle Marasche,
si carica nella maturità e prende un nero purpureo, che spicca singolarmente
nel lucido della sua superficie. La polpa è tenera, carnosa, delicata, colorita
di un sugo come sanguigno, senza acido, ma con un amarognolo grato, che, misto
al dolce che la caratterizza, forma un composto grazioso che la rende squisita.
A tutte queste qualità si riunisce una grossezza che eguaglia quella delle più
scelte Duracine, e che lo rende uno dei frutti più belli insieme, e più
gustosi.
Il Visciolone matura
in Giugno: succede immediatamente alle Ciliegie tenerine, ed è
contemporaneo delle Duracine: nei paesi montuosi è più tardivo.
Io ne ho seminato
dei noccioli, ma non ne conosco ancora il risultato. I coltivatori non lo
coltivano che coll'innesto, e questo si fa sul Marasco o sul Ciliegio.
Se si avessero delle piante spontanee forse si moltiplicherebbe di pollone.
Nei paesi montuosi
il Visciolone è fecondissimo: lo è meno nei climi marini. La sua
fioritura è da per tutto abbondantissima, ma la sua allegagione non lo è
egualmente.
La Visciolona
è la migliore delle Ciliegie. Quando è ben matura è riguardata ancora come la
più sana. Non vi è varietà che l'eguagli conservata nello spirito, ed è la sola
che riesca in istato di frutto secco, specialmente se passata nel siroppo.
È difficile il
determinare l'epoca, e l'occasione, in cui fu introdotta questa bella varietà
in Europa.
Il suo tipo (il
visciolino) è descritto da tutti gli antichi, ma non è che in tempi
più vicini a noi che cominciano a trovarlo diviso in varietà, e più tardi
ancora in varietà ingentilite da potersi rapportare a questa.
Il Ruellio, e dietro
di lui Carlo Stefano, che scriveva nel medesimo tempo, (1536) non dicono nulla
che possa adattarsi alle Visciolone. Essi descrivono il loro tipo, ma le
qualità che gli attribuiscono non lasciano credere che le razze conosciute ai
loro tempi fossero ancora assai migliorate da potersene rapportare alcuna alle
nostre Visciolone.
L'Herrera Spagnolo
pare il primo che faccia menzione di questa varietà: egli la descrive in
maniera da non poterla sconoscere; ma non vi dà un nome particolare,
riportandola solo come una delle razze migliori di Visciolo.
Dopo l'Herrera noi
cominciamo a trovarla nei nostri agronomi, ma per lungo tempo sotto il nome del
tipo, e come una razza nuova.
Il Mattioli, a dir
vero, non si esprime con assai precisione per poter determinare se parli del
vero Visciolone: egli però, nel descrivere la Ciriegia amarina,
che era allora in Toscana il nome generico di questa specie, ne distingue una
razza come particolare, la quale, se non era il Visciolone, era almeno
una varietà molto ingentilita.
Il Gallo invece, che
scriveva verso il 1550, la descrive distintamente sotto il nome di Visciola,
e la distingue così dal suo tipo, il quale sino allora non era stato
conosciuto che sotto il nome di Marasco o Mareno, e si vede dalla
descrizione che ne ha data che questa Visciola era quella di cui
trattiamo; ma dichiara egli stesso, che era una varietà particolare allora comparsa
nuovamente.
Dopo del Gallo noi
la troviamo nel Porta, ma anche in questo essa è riconosciuta come una razza
nuova portata in Napoli da Roma, ed è perciò che vi è chiamata col nome di Visciola
di Roma.
Dalechamp, che
scriveva in Lione pochi anni dopo del Porta, non la descrive ancora assai
distintamente, ma dice che il Cerisier era diviso in più razze, le une
agre ed ingrate, e le altre meno acide e di un gusto piacevole. Queste seconde
sicuramente indicano già delle varietà di Visciole più ingentilite di quelle di
Ruellio; e forse comprendono la Grosse Agriote di Olivier de Serres, la
quale ha tutti i caratteri della Visciolona, e che questo Scrittore
descrive come la migliore delle Cerises.
Ecco dunque il
nostro Visciolone coltivato in Italia e in Francia sul finire del sedicesimo
secolo.
Dopo tale epoca non
vi è più un Pomologo che non lo descriva. Lo troviamo in Bauchino, in
Tournefort, nei manoscritti del Micheli, il quale scrive Bisciolone
invece di Visciolone, ma che lo precisa in maniera da non lasciare luogo
ad equivoco.
Io penso che noi
dobbiamo questa varietà agli Arabi. La Spagna di fatto, ove questo popolo ha
introdotti tanti dei vegetali dell'Asia, ne è abbondantissima. Io ne ho
mangiato delle squisite nella Mancia ed in Cordova, ove è conosciuta sotto il
nome di Ghinda dulce, in opposizione alle altre che si chiamano Ghinde
agrie.
Pare che il Visciolone
sia passato dalle Spagne a Roma da dove debb'essersi sparso nel resto
dell'Italia, e specialmente in Toscana, ove in grazia della sua grossezza e
delle sue qualità, esso ha preso il nome di Visciolone, siccome è stato
dato al suo tipo quello di Visciolino. I Veneziani lo chiamano
Amatenone: in alcune provincie è conosciuto sotto il nome semplice di Visciola,
e in altre sotto quello di Visciola a picciuòlo corto.
I Francesi delle
provincie vicino alla Spagna lo conoscono sotto il nome generico di Guindaux,
il quale dee derivare dallo Spagnolo Guinda; ma i Pomologi lo
distinguono con quello di Gros Gobet o di Courte queue di
Montmorency, il quale corrisponde alle Griotes doubles dei Belgi, e
alle Chery-Duc degli Inglesi.
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testo
trascritto da Graziella Picchi (Cagli, Pesaro Urbino)