CILIEGIO
VISCIOLINO
P. Cerasus Visciola, fructu sphærico parvo
æstivo, epicarpo sature-rubente, sarcocarpo tenero rubescente, succo subacido,
gusto aromatico. Vulgo Ciliegia Visciolina.
Cerasus cæciliana. Plin.
Cerasus Vulgaris
fructu rotundo. Duham. N.° 3.
Ceriegie Amarine. Mattioli Diosc. Lib. I. Cap.
I30.
Il Visciolino è il tipo delle
specie dei Viscioli.
È una pianta, che
invece di elevarsi piramidalmente come gli altri Ciliegi, si allarga con una
chioma rotonda, che lo rende pieno e cadente.
I suoi Rami, lunghi
e sottili, sono guarniti di una quantità di messe pendenti e flessibili, che
gli danno qualche rassomiglianza al Salcio piangente.
La
Foglia piccola, bislunga, stretta, e più liscia che negli altri Ciliegi, e di
un verde più carico.
I Fiori sono
piccoli, bianchi, sovente solitarj, qualche volta due
tre insieme. Essi allegano con grandissima facilità.
I Frutti, che son retti da penducoli corti e
sottili, son piccoli, sferici, coperti di una buccia sottilissima, che si
stacca facilmente dalla polpa, e che è sempre tinta di rosso vivo, ma opaco,
che per altro non mai tende al nero.
La polpa, rossa come
la buccia, è molle, piena di sugo fortemente subacido,
che la rende ingrata nella mezza maturità, ma che si modifica in seguito, e che
riesce graziosa e di un gusto aromatico.
Il nocciolo piccolo
e tondo, chiude una mandorla bianca ed amarognola.
Tale è il Tipo dei
Viscioli, che i Fiorentini conoscono sotto il nome di Cileigia Visciolina,
e che in molti luoghi di Toscana, ne nel resto
dell’Italia, riceve i nomi diversi di Amarena (Genovesato), Amarasca (Lombardia),
Marasca Amarina (Toscana), ed Agriotta (Piemonte).
Esso è conosciuto
dai Francesi sotto il nome di Cerisier. Gli Spagnoli lo chiamano Ghinda
Agria. In Germania è distinto col nome di Amarellen
o Weichseln. Gli Olandesi lo chiamano Morellen, e i Belgi Krieken.
Knoop lo descrive sotto il nome di Griotte simple, e Duhamel sotto
quello di Cerisier commun. Pare che presso i Latini ricevesse
il nome di Cilegia Ceciliana.
Il Visciolino è
una razza preziosa sotto tutti i rapporti. La sua moltiplicazione
si fa per polloni, e ne getta una quantità così grande, che se non si
estirpano, riempiono in pochi anni un giardino. Essi crescono rapidamente, e
fruttificano prestissimo. Sono adattissimi a ricevere l’innesto di qualunque
altro Ciliegio, e lo portano benissimo. L’alloro fecondità è prodigiosa e
costante, nè vi è annata in cui si cuoprano di fiori, e che non alleghino.
Il Frutto del Visciolino
non pare fatto per comparire sopra le mense, perchè mangiarsi crudo non può
gareggiare nè con la Visciolona, nè colle razze intermedie, conosciute
generalmente sotto il nome di Visciole e anche di Agriotte:
ma è superiore a qualunque altra Ciliegia per le conserve e i gelati, e più
ancora per i siroppi, nei quali esso spiega un gusto tutto proprio e un certo
aroma che lo rende graditissimo.
Alcuni hanno creduto
che la Visciolina sia la Ciliegia con cui si
forma il Maraschino di Zara. Quest’opinione è stata fondata sopra
il nome di questo liquore, che pare derivato da quello di Marasca, che è
il nome della Visciolina nello stato Veneto e nella Dalmazia, ma sono
assicurato che le Marasche con cui si dà il gusto al Maraschino,
sono bensì della specie dei Viscioli, ma sono varietà più piccole, e di
polpa più amara.
Il Visciolino
è comune in tutta Italia. In nessun luogo però lo è tanto come
nel Genovesato, ove se ne fanno sei siroppi eccellenti.
La facilità con cui
getta dei polloni ha fatto trascurare la sua moltiplicazione per seme. Essa
però succede sovente a caso, e ad essa sono dovute le
tante varietà di Visciole che si coltivano.
Tale è l’opinione
che mi sono formata su questo punto. Non mi dissimulo però, che è un poco contrariata fa un fenomeno che più volte ha fissata
la mia attenzione, e che merita di fissare quella dei Pomologi.
Tutti i Viscioli
dal Visciolino (Amarasca), sino al Visciolone (Visciola
a peduncolo corto) si distinguono dalle Ciliegie, mediante
dei caratteri comuni, ma si distinguono pure fra loro per un carattere particolare
che è marcatissimo. I rami del Visciolino sono lunghi, sottili,
flessibili e penduli, e quelli del Visciolone sono corti, grossi, rigidi
e dritti. Se le varietà intermedie presentassero una
certa gradazione in questa direzione di rami, il fenomeno non avrebbe nulla di
strano; ma il salto è così decisivo, che sembra indicare una separazione
assoluta.
Non è però questo il luogo di tale discussione.
Essa sarà l’oggetto di un articolo del Trattato sul Ciliegio,
e a quello io rimando i miei lettori.
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testo trascritto da Rita Turchi (Firenze)