CILIEGIO SUSINO
P.
Cerasus Ibrida, fructu
magno sferico æstivo, epicarpo glabro lucido eleganter rubente, sarcocarpo
lutescente molli nucleo non adhærenti carne aquosa. Vulgo Ciliegia Susina
Il Ciliegio Susino è un Ciliegio le di cui forme sono state
modificate dall’influenza del Susino.
La pianta ha nel suo insieme la fisionomia del Ciliegio
Visciolo, sebbene nei dettagli vi si riconoscano dei caratteri misti che la
dichiarano per una razza terza.
Il suo tronco è dritto, e porta una testa piena
e rotonda come i Viscioli agriotti; ma i rami sono sottili e flessibili
sul fare di quelli del Visciolino, a cui somigliano ancor per la foglia.
Il Fiore è bianco e picciolo come quello del Visciolino.
Il Frutto ha la forma di una Ciliegia, ma ha la
grossezza dell’Albicocca: non è compresso come la Visciola, nè cordato
come le Duracine, ma è tondo e marcato da un lato con un rudimento di
sutùra, che però è appena visibile.
Il peduncolo è piantato nel cavo del frutto come
quello della Ciliegia, ma è corto e sottile come nelle Susine.
La buccia è glabra e trasparente come nelle
Ciliegie, e il rosso di cui si cuopre è più carico che nelle Duracine, e
meno nero che nelle Visciole, assomigliano piuttosto al colore di alcune
Susine: essa si stacca facilmente dal pieno, siccome nelle altre Ciliegie.
La polpa è gialla come nelle Duracine rosse,
e molle come nelle Lustrine, ma non è così acquosa, ed è composta di un
tessuto di filamenti fibrosi che le è particolare.
Il suo gusto ha poco rilievo, e sente più della
Susina, che della Ciliegia.
Il nocciolo è
oblongo, schiacciato ed appuntato come quello delle Susine, e la polpa che lo
avvolge vi è così attaccata che non ne resta mai spogliato: esso chiude una
mandorla oblonga e leggermente amarognola.
Tale è la Ciliegia Susina che abbiamo figurata,
e che ci è stata favorita dal Sig. Pecori Rettore di Agnano nel territorio
Pisano, e tali sono tutte quelle che si coltivano nel Genovesato e nel
Piemonte, ove ne ho vedute moltissime. In questi due paesi essa vi è conosciuta
sotto il nome di Ciliegia di Spagna, e vi è apprezzata per la sua
grossezza.
Essa forse non merita moltissimo per la sua
bontà, ma il suo colorito e così vivo e così rilevato che la fa figurare
benissimo sopra le mense.
Io non ne trovo cenno nei manoscritti del Micheli,
ma si riconosce nei Quadri della R.Villa di Castello al N. 21. sotto il
nome di Ciliegia Susina.
Non l’ho saputa vedere in alcuna delle Pomone
Oltramontane: ne trovo bensì il nome nei cataloghi dei Semenzisti
Francesi: resta solo a vedersi se sia la medesima.
La sua coltura non esige una grande attenzione,
non essendo pianta delicata. Io non la conosco che innestata sul Ciliegio.
Credo però che se ne dovrebbero trovare delle piante di pollone, poichè questo
modo di moltiplicazione è proprio dei Susini, co’ quali questa varietà ha tanta
analogìa.
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testo trascritto da Eugenia
Fera (Merano, Bolzano)