CILIEGIO
NAPOLETANO
P. Cerasus Duracina, fructu cordato magno serotino, epicarpo
obscure-rubente, sarcocarpo firmo carnoso succo sanguineo. Vulgo Ciliegia
Napoletana.
Il Ciliegio
Napoletano è un Duracino Nero
di razza mista.
La sua pianta è
dritta e vigorosa come quella degli altri Duracini: essa si apre in rami, prima
raccolti e poi sparsi, i quali sono vestiti di foglie larghe e oscure, e di una
quantità di fiori disposti a gruppetti e coloriti di un bianco velato di rosa.
Il Frutto è grosso,
cordato, ma tondeggiante, formato di una buccia liscia e diafana, che nella
maturità si tinge di un rosso bruno, e che cuopre una polpa carnosa, soda, di
un colore sanguigno e piena di sugo.
Questo Ciliegio
matura in Luglio e dura sino a tutto il mese di Agosto. Esso è proprio della
montagna, e non si vede guari nei luoghi domestici e nelle pianure.
La piazza di Firenze
ne è piena sul finir della State, ma vi sono portate dal Pistojese, o da altri
luoghi alti dell’Appennino.
Se ne vedono pure in
quantità all’epoca stessa sul mercato di Genova, ma non se ne trovano nei suoi
contorni: esse sono tutte nei Monti-Liguri, nel Novese, in Ovada, e negli altri
paesi dell’Appennino Genovese.
Quindi pare
riconosciuto, che è una razza propria dei paesi montagnosi e che prospera poco
al piano.
Essa si lega assai
bene nella serie successiva delle diverse ciliegie, poichè ci fornisce di
questi frutti quando le altre varietà sono esaurite; e siccome l’Appennino, ove
alligna, offre un’infinità di gradazioni nella sua temperatura, così essa dura
lunghissimo tempo, cominciando in un luogo quando è finita in un’altro.
Il Ciliegio
Napoletano è un Duracino della specie
dei neri, ma non è il vero nero.
Il suo sugo è come
sanguigno, ma non ha il nero atro del Duracino nero, nè quel dolce
rinforzato che distingue quella specie, e che la rende di un gusto smaccato. La
sua buccia ha un nonsochè di trasparente, che mai si vede nel Duracino nero,
nel quale la densità del colore assorbe tutti i raggi, e non dà luogo ad alcun
gioco di ombreggio.
Pare che questa sia
una razza mista, la quale è più pregiabile della pura, perchè è più grossa, e
perchè il suo gusto, sebbene più dolce che nelle Duracine rosse e privo
dell’acidulo che è proprio di quelle, è però meno mieloso che nelle nere, e ha
un nonsochè di più gentile.
Le Pomone Oltramontane
sono piene di questi Ciliegi, e ne descrivono un gran numero di varietà sotto
nomi diversi: esse però sono tutte le stesse, non diversificando fra loro che
per qualche accidente nelle forme, nella dimensione, o nell’epoca della
maturità. Se io volessi seguire tutte queste picciole modificazioni, ne potrei
descrivere delle centinaia: ma dopo di essermi perduto per alcuni anni in
questo laberinto, mi sono alla fine convinto che i caratteri, che formano
questa varietà, sono in tutte gli stessi; e che le leggiere modificazioni a cui
è soggetta, sono senza conseguenza, e che è inutile il determinarle.
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testo
trascritto da Santo Grammatico (Genova)