CILIEGIO DURACINO GIALLO
P. Cerasus Duracina fructu ęstivo
cordato, epicarpo flavescente, sarcocarpo firmo flavo sapidissimo. Vulgo
Duracina Gialla.
Il Duracino Giallo č un albero
naturalmente vigoroso, e che prende molto sviluppo.
Le sue gemme sono
grosse come quelle degli altri Duracini, e le foglie larghe e di un verde
allegro.
Il fiore č grande e
di color bianco roseo.
Il Frutto, di una
grossezza mezzana, ha una forma irregolare che č resa come cordata dal solco
laterale, che distingue questa specie di Ciliegie.
La buccia č liscia e
di un giallo bianchiccio, che nel colmo della maturitą, diventa pił carico, e
prende come una tinta di livido.
La polpa
costantemente gialla, č soda e gentile. Nella media maturitą essa conserva un
poco di asprezza, senza avere perņ l'acidulo delle altre Ciliegie; e la perde affatto
allorchč si perfeziona sull'albero, acquistando allora un dolce cosģ vivo, che
alcuni la trovano smaccato.
Il nocciolo č
bislungo come nelle altre Duracine, e contiene una mandorla amarognola e
bianca.
La Ciliegia
Gialla matura nel mese di Luglio. Essa č pregevole per la sua dolcezza, e
per la sua singolaritą, e merita per queste ragioni di aver posto nei Pomarj.
Č comune nel
Pistoiese e nel Pesciatino, e rara nel resto della Toscana.
In Genova non si
conosce che da pochi anni, e si pretende che vi sia stata introdotta dal
Marchese Girolamo Durazzo, che ne portņ una pianta da Vienna.
I Toscani la
chiamano Ciliegia Moscadella.
Io ignoro se questa
varietą sia conosciuta nel resto dell'Italia.
Essa si trova nelle
Pomone Alemanne, e nei Cataloghi dei Giardinieri Tedeschi, ma non so di averla
veduta nč in Duhamel, nč in veruna delle note dei Pepinieristi Francesi.
In Parigi mi č
avvenuto di vederne una razza, che per il colore poteva confondersi con questa,
ma era poi molto diversa, perchč non ne aveva nč la delicatezza nč il gusto, ed
era assai piccola.
Knoop nella Pomona
Belgica la descrive con molta esattezza, e chiama coi nomi di Cerise
d'Espagne blanche. Viceroi. Bigareau blanc.
Non vi č dubbio che
questa varietą e nata di seme, ed č l'effetto di una fecondazione irregolare,
dalla quale č rimasta modificata l'organizzazione primitiva del germe che l'ha
prodotta.
Non credo perņ che convenga tentare il mezzo dei semi per procurarsela. Questo deve essere lasciato al Naturalista, che cerca di scoprire i segreti della Natura, o al Pomologo, che ama di fare dei nuovi acquisti; il Dilettante deve limitarsi a procurasela coll'innesto.
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testo
trascritto da Rita Turchi (Firenze)