CILIEGIO
DURACINO ROSSO
P. Cerasus cordiformis duracina; fructu
medio, æstivo, cordato; epicarpo flavo-rubente; sarcocarpo flavo, firmo,
sapidissimo. Vulgo Ciliegia Duracina Rossa.
Il
Duracino Rosso cresce in albero grande e dritto, raccolto nella gioventù, poi
ramoso e sparso.
Le gemme a frutto
spuntano, come negli altri Ciliegi, nei ramicelli corti e rigidi, che si
trovano lungo i rami, e vi sono disposti a gruppetti insieme colle gemme a
foglie.
La foglia è oblunga
e lanceolata.
Il fiore è grande,
bianco, e velato di un leggerissimo color di rosa.
I frutti ora
solitarj, ora geminati, e qualche volta terni, pendono da un picciuòlo lungo e
flessibile, e sono spesso riuniti a piccioli gruppi sulla testa dei ramicelli
fruttiferi.
La loro figura è
irregolare, più alta che larga, e come cordata, mediante una sutura poco
sensibile, che la taglia dalla base alla cima.
La buccia è fina,
liscia, brillante, giallognola prima della maturità, e poi colorita di un rosso
vivissimo, che lascia appena travedere da un lato il giallo del fondo.
La polpa,
generalmente giallognola, è rotta presso la buccia da molte vene di rosso, che
si sviluppano principalmente nel lato più battuto dal Sole. La sua pasta è
soda, e nello stesso tempo sugosa, gentile e saporita.
Il nocciolo è ovale
e bianchiccio; e chiude una mandorla amarognola e bianca.
Questa varietà
succede immediatamente alla Lustrina Gentile, ed è la terza delle Ciliegie nell’ordine della maturità.
Essa è variata in cento
modificazioni diverse, che ne formano molte razze secondarie, le quali
diversificano tutte in grossezza, in grado di colorito, in epoca di maturità,
in delicatezza ed in sugo; ma che conservano sempre i caratteri principali
della varietà.
Quindi ne vengono i
nomi di Ciliegia Marchiana, di Poponcina, di Cocomerina,
di Moscadella, di Corniola, di Sardina, di Selvatica
ecc., che riceve in Toscana, e in molti altri, che riceve nel resto
dell’Italia. Questi nomi però esprimono tutti ugualmente delle Duracine
Rosse, più o meno grosse e delicate, più o meno colorite, ma tutte distinte
per la forma cordata, per la polpa soda e giallognola, e pel rosso brillante,
che colora il giallo della sua buccia.
La varietà che abbiamo figurata è la più comune. Essa si trova in tutti i mercati d’Italia; e l’ho veduta egualmente in Ispagna ed in Francia.
I francesi la
chiamano Bigarreau à gros fruit rouge; e si trova in tutte le loro
Pomone: gli inglesi la distinguono col nome di Chery Duc: in Ispagna
porta il nome di Corazon de Cabrito: in Toscana, ove ha molti nomi, è
conosciuta più generalmente sotto quello di Duracina Marchiana: i
Genovesi, i Piemontesi, i Lombardi e i Romani la nominano Graffione Rosso.
Questa pianta ama il
terreno grasso ed aprico, e prospera nei climi marini egualmente bene che nei
paesi mediterranei.
Il suo fiore allega
facilmente, e il suo frutto, che comincia sulla metà di Giugno, continua spesso
in diverse temperature sino alla metà da Luglio.
È uno dei più
gustosi a mangiarsi, e gareggia col Visciolone per mettersi in guazzo,
ossia per le composte in acquavite.
______________________
testo
trascritto da Mario Zefelippo (Godiasco, Pavia)