GIUGGIOLO A FRUTTO TONDO

 

Zizyphus Vulgaris, ramis obtortis, aculeis germinatis, foliis compositis, foliolis ovato-oblongis, serratis, floribus in foliis emergentibus, fructu rotundo. Vulgo, Giuggiolo a frutto tondo.

 

I Botanici descrivono molte specie del Genere Giuggiolo (Zizyphus), ma non ammettono alcuna varietà nella specie del Giuggiolo (Zizyphus Vulgaris), che è la sola che figura fra le piante fruttifere che coltiviamo in Europa. Quelle stesse descritte dal Lippi nelle sue lettere sull’Egitto non sembrano essere che specie.

Quando cominciai a scrivere su questo frutto era determinato a seguire lo stesso sistema, sebbene avessi riconosciuto che Columella faceva menzione di un Giuggiolo a frutto bianco, e che ne esisteva in Toscana una varietà rossa a frutto tondo.

Aveva pensato che la varietà di Columella, non esistendo più ai tempi nostri ed essendo ancora disputabile se fosse mai esistita, non poteva aver posto in un Trattato dei frutti che si coltivano attualmente in Italia, e che la varietà a frutto tondo non presentando altra differenza dalla Giuggiola comune che quella della forma del frutto, non meritava di costituire un articolo dell’opera e di dar luogo ad una figura.

Ma dopo di aver riuniti tutti i materiali per l’articolo del Giuggiolo comune, m’avviddi che non era senza interesse per i Pomologi l’aver sotto gli occhi qualche osservazione sopra queste due varietà, e la figura delle seconde disegnata sul vero.

Il Giuggiolo a frutto bianco non è certo conosciuto attualmente, perchè non vi è viaggiatore che ne faccia alcun cenno. Forse ci sarebbe da eccitare il dubbio se sia mai esistito, malgrado il testo di Columella, essendo strano che nessuno dei Geoponici che lo hanno preceduto o che lo hanno seguitato ne abbia mai parlato: e potendo la parola alba essere stata intrusa da’ copisti in un libro ov’egli non parla di questa pianta che per incidente nel nominare gli alberi sui quali pascolano le api. Ma in mezzo ai dubbj che si presentano sulla sua esistenza di fatto, è però evidente che essa è possibile in principio, e che non ripugna alle leggi della riproduzione vegetale che sia esistita una varietà bianca e che torni ad esistere.

Il colore è il carattere più facile a variare nei vegetabili colla rinnovazione delle generazioni, e il bianco è fra i colori quello in cui degenerano più facilmente le piante.

Come il colore non dipende che dalla meccanica disposizione della materia che riflette i raggi della luce, niente di più facile che nel concepimento di un essere nuovo il suo corpo resti conformato in maniera da riflettere dei raggi diversi da quelli che rifletteva la madre che lo ha prodotto. È questa una differenza della stessa natura di quelle che si riportano alle dimensioni, le quali variano quasi sempre, sebbene non sortano mai da una certa sfera in cui è circoscritta la dimensione della specie.

Così, abbiamo la varietà bianca nella Ciliegia, nella Lazzerola, nella Fragola, nel Lampone e in molti altri frutti, e così potrebbe formarsi nel Giuggiolo se si propagasse di seme, cosa che succede di rado in Europa, ma che deve essere frequente in Affrica, ove è indigeno.

I lettori sentiranno facilmente che parlando del Giuggiolo bianco non si può far caso del Zizyphus alba del Mathioli, nè di quello di Dalechampio, i quali sono ambedue piante affatto diverse dal nostro Giuggiolo. Ved. Hist. Generalis Plantarum T. 1. lib. 3. p. 338.

Dai principj analoghi a quelli dai quali deriva la possibilità di avere due Giuggioli a frutto bianco, ne viene quella di averne la varietà a frutto tondo.

Essa di fatto esiste in Toscana, ed io ne posseggo una pianta nella mia Villa di Finale, dalla quale è stato colto il ramo che si è figurato nella tavola annessa a questo articolo.

A dire il vero questa varietà non offre altra differenza dalla comune che la conformazione del frutto: gli stessi rami, le stesse foglie, gli stessi fiori, la polpa di una stessa natura, egualmente che il seme, non danno luogo a riguardarla che come una modificazione di poca importanza.

Era però necessario il far conoscere anche questa non solo come una prova in genere che la forma del frutto non può servir di carattere, ma ancora come una prova in specie che la lunghezza non forma carattere nel Giuggiolo, come pare che sia stato creduto dall’illustre Autore dell’art. Giuggiolo nell’Enciclopedia Metodica, il quale se ne serve per distinguerlo dal Zizyphus lotus, definendo il Zizyphus vulgaris colla frase di fructibus oblongis, e il Zizyphus lotus con quella di fructu rotundato. Enc. Met. T. 3. p. 316.

Del resto la varietà a frutto tondo non lascia d’aver il suo pregio. La sua giuggiola è più polposa, e sembra un poco meno acida sinchè è liscia, e meno viscosa quando è appassita.

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testo trascritto da Concetta Vazzana (Firenze)