ALBICOCCO SUSINO

o ALBICOCCO A FRUTTO NERO

 

A. Armeniaca Prunata fructu mædio æstivo, epicarpo sature nigro, sarcocarpo rubre-sanguineo carne molli nucleo adhærenti succo subacido semine amaro. Vulgo Albicocca Susina.

 

L’Albicocca Susina è un’ibrida di queste due specie, e ne porta i caratteri.

La Pianta si sviluppa con vigore, ma la corteccia, invece del greggio giallognolo dell’Albicocco, ha il liscio oscuro del Susino.

I suoi rami sono sottili come quei del Susino, ma si guarniscono di certe messe dure e puntute che gli assomigliano al selvaggiume dell’Albicocco.

Le Foglie sono oblonghe, sensibilmente seghettate e tinte di un verde carico come nel Susino, ma il loro petiolo è tondeggiato e coperto del rosso vinoso che distingue le foglie dell’Albicocco.

Il Fiore è picciolo come nel Susino, e rossiccio come nell’Albicocco.

La gemme che lo produce ingrossa in un bottone pedunculato e tondeggiante, il quale si apre in un calice il di cui color tiene in fondo al verde di quel del Susino, ma che è modificato da una velatura leggiera di rosso che lo lega all’Albicocco.

I petali sono bianchi, qualità comune alle due specie, ma sono più piccioli e più sottili di quelli dell’Albicocco, e somigliano nelle forme a quei del Susino.

Il pistillo porta un ovaio oblongo che ha più dell’Albicocca che della Susina, perchè è vellutato della peluria bianchiccia che distingue l’ovaio della prima: esso si cangia in un frutto tondeggiante che ha la forma dell’Albicocca sebbene penda da un peduncolo di Susina, e che nella maturità prende un nero atro e disteso che lo rende singolare. La polpa è molle, acquosa, senza consistenza, e aderente al nocciolo, dal quale non si separa giammai totalmente. Il suo colore è un rosso sanguigno, unico a questo frutto. Il suo gusto è mediocre, ed il sugo che è abbondante, porta sempre un acidulo che appena si rende aggradevole nella massima maturità. Il nocciolo, che è picciolo e sempre involto da un resto di polpa, contiene una mandorla bianca e amara.

Tutti questi caratteri annunziano chiaramente l’origine di questo frutto: esso è il prodotto delle due specie riunite mediante la fecondazione, e per conseguenza è un misto di ambedue.

Il seme le ha data sicuramente la nascita, ma non sò se lo riproduca. Le esperienze che ho tentate per verificarlo non mi hanno ancora dato un risultato. Qualunque però ci possa essere, sarà sempre più utile il moltiplicarlo coll’innesto, non sono per assicurarsi dell’identità della razza, quanto ancora per averne il frutto più prontamente. Forse la prima pianta che ha dato principio alla varietà si sarà propagata di polloni, ciò che è proprio dei Susini; ma in questo momento gli individui che si coltivano non vivono che per innesto, e per conseguenza non sono suscettibili di quel modo di moltiplicazione.

L’Albicocco-Susino si innesta sull’Albicocco spontaneo, sul Pesco, e sul Susino. Sul primo prende assai grande, e forma degli alberi di un metro di fusto in circonferenza: sul secondo grandisce poco e languisce assai presto: sul terzo viene ad una grandezza mediocre e vive anche molto. Tutti i diversi modi di innesto si adattano a questa pianta, ma il più sicuro è quello a marza, che si fa di Primavera sopra piante già adulte.

L’Albicocco-Susino è una varietà ancora rara. Io ne possedo diversi individui, e se ne trovano nei frutteti degli amatori in Genova e nelle Riviere: ne ho trovate in Toscana e segnatamente in Asciano ed in Agnano, ove è coltivato da due colti amatori di frutti, i Parochi di quei luoghi.

Io non l’ho mai veduto in Francia, nè lo riconosco in veruna delle nuove Pomone Francesi; ne trovo però la descrizione in Duhamel, il quale dice che ne esisteva ai suoi tempi una pianta a Trianon chiamata col nome di Abricot Noir. (vedi n. 8. Abricot Violet. al fine dell’articolo). Knoop non lo annovera fra le Albicocche del Belgio, e non mi è avvenuto di ritrovarlo, nè nella Pomona Austriaca, nè nella Pomona Britannica, nè nei Fascicoli che si sono pubblicati sin’ora della Londinense.

Duhamel dice che il suo gusto è assai aggradevole. Io non lo presenterò agli Amatori come un acquisto prezioso per le delizie della tavola: ma, senza esser cattivo, ha delle belle forme e un colorito che lo rende singolare e meritevole di entrare nella collezione dei Pomologi.

______________________

testo trascritto da Francesca Tilesi (Vitorchiano, Viterbo)